Condividi su facebook
Condividi su pinterest
Condividi su twitter
Condividi su linkedin
Condividi su whatsapp
Condividi su email

Lingue

Menu
LOGOTIPO8
Condividi su facebook
Condividi su pinterest
Condividi su twitter
Condividi su linkedin
Condividi su whatsapp
Condividi su email

Lingue

Menu
LOGOTIPO8

Mons. Mutsaerts, vescovo olandese, si unisce alla dichiarazione che chiede al Papa di pentirsi per l’idolatria alla Pachamama al Sinodo Panamazzonico

Condividi su facebook
Condividi su twitter
Condividi su whatsapp
Condividi su linkedin
Condividi su pinterest
Condividi su email
Condividi su print

18 novembre 2019 (LifeSiteNews) – Il vescovo Robert Mutsaerts, ausiliare di ‘s-Hertogenbosch nei Paesi Bassi, si è unito ai firmatari della “Protesta contro gli atti sacrileghi di Papa Francesco”, la cui dichiarazione per protestare contro il culto pagano avvenuto in Vaticano è stata messa online il 12 novembre.

Si tratta del secondo vescovo ad aver firmato la dichiarazione da quando l’arcivescovo Carlo Maria Viganò si è unito ai firmatari originali poche ore dopo la sua pubblicazione.

Il vescovo Mutsaerts è un prelato schietto che non ha esitato a esprimere critiche all’attuale “cambio di paradigma”, definendo anche il Sinodo dell’Amazzonia “l’incontro politicamente più corretto di tutti i tempi”.

Mutsaerts, 61 anni, ha scelto come motto episcopale le parole “Veritas vos liberabit” (“La Verità vi renderà liberi”). Su Internet il presule è stato esplicito su molti argomenti, tra cui il recente Sinodo dei giovani a Roma, al quale ha deciso di non partecipare come rappresentante della conferenza episcopale olandese, giacché, come dichiarato all’epoca a LifeSite, “tutta la cosa” mancherebbe di “credibilità” in un momento in cui le accuse di abusi sessuali e insabbiamenti hanno mostrato che la Chiesa non poteva nemmeno offrire “sicurezza” ai giovani.

Più recentemente, ha pubblicato due articoli sul suo blog “Paarse Pepers” (peperoni viola) sulla piattaforma cattolica VitamineXP, in cui ha accusato il Sinodo dell’Amazzonia di portare avanti un “programma nascosto” che “ignora Cristo”.

Ha scritto: “Se leggi l’Instrumentum laboris del cosiddetto Sinodo dell’Amazzonia, sembra davvero che l’intenzione sia quella di concludere il Sinodo in una nuova religione. Una specie di eco-socialismo, una fusione di ecologia, cambiamento climatico, ecumenismo, viri probati, ordinazione delle donne e, di tanto in tanto, una menzione di Gesù, ma non come il Figlio di Dio e il Redentore: Gesù il filosofo, il rivoluzionario e l’hippie”.

In un post successivo, ha aggiunto: “Se i sacramenti, il peccato, la giustificazione e l’inferno non sono più rilevanti, perché dovresti tenere un Sinodo?”

Il 5 novembre Mons. Mutsaerts ha anche ripubblicato un articolo di padre Cor Mennen – un sacerdote che pure ha firmato la “Protesta contro gli atti sacrileghi di Papa Francesco” – opponendosi alle venerazioni della “Pachamama” a Roma, quando padre Mennen era stato richiamato dal suo vescovo Gerard de Korte per aver suggerito che il papa fosse eretico. Aveva anche definito “idolatrica” la cerimonia nei Giardini Vaticani intorno alle statuette della Pachamama  – la Madre Terra, un “apice della deviazione dalla volontà di Dio”.

Il vescovo Mutsaerts  non è chiaramente disposto a rivedere la sua posizione e ha pienamente approvato la dichiarazione disponibile su www.contrarecentiasacrilegia.org, a cui si sono aggiunti decine di nuovi firmatari da quando è online.

Nella dichiarazione rilasciata martedì scorso, i 100 firmatari iniziali di molti paesi hanno invitato il Papa a “pentirsi pubblicamente e senza ambiguità per questi peccati oggettivamente gravi” che hanno avuto luogo e chiesto ai vescovi di tutto il mondo di “offrire una correzione fraterna a Papa Francesco per questi scandali”.

In un recente post su “Paarse Pepers”, l’11 novembre, il vescovo Mutsaerts ha riflettuto su un testo di Sören Kierkegaard rilevando specialmente che da Lutero in poi l’idea dei preti sposati ha guadagnato terreno. 

 

Di seguito offriamo la traduzione completa del post apparso sul blog di Mons. Mutsaerts

Nel Medioevo le persone andavano in giro con l’opinione che un prete che si sposa commette un sacrilegio. Poi venne Lutero … e si sposò. Ora siamo arrivati ​​al punto in cui si considera sacrilego un prete che non si sposa.

“Non si può essere buoni preti se non si è sposati. Le persone non accettano davvero qualcuno che si occupa dell’anima se non è sposato”. Lo dicono allo stesso modo di cui si dice di un medico che “la famiglia” preferisce avere un uomo sposato come medico. Hanno paura che uno scapolo sia un uomo dissoluto. Nel Medioevo, essere celibe corrispondeva alla santità. Ora essere celibe è motivo per essere considerato una persona dissoluta, qualcuno con cui moglie e figlia non sono al sicuro. Nel Medioevo la persona più fidata era il celibe. La gente pensava di aver trovato una garanzia nello stato celibatario. Questo era un ragionamento della mente. Oggi, invece, si ha più fiducia in una persona sposata e questo è un ragionamento della carne.

No, quanto sopra non è un mio testo, bensì di Sören Kierkegaard (X, 1 A 440). Anche lui visse in un’epoca (1813-1855) in cui tutto fu ripensato.

Ancora una volta, sembra esserci poco di nuovo sotto il sole. Il documento finale del Sinodo dell’Amazzonia chiede che viri probati – uomini sposati – siano ammessi al sacerdozio. Chiede anche l’ammissione delle donne come diaconi.

Venite a dare un’occhiata nei Paesi Bassi, dove questo genere di cose si praticano da molto tempo. Vivo in un paese in cui uomini sposati compaiono sull’altare, si fanno chiamare “pastori” e conducono “celebrazioni” in cui il fedele medio non distingue la differenza con una Messa. Naturalmente non hanno ricevuto alcuna ordinazione, ovviamente non hanno la missione di “indicare la via” la domenica, ciò nonostante indossano abiti liturgici che a malapena si distinguono dalle vesti dei sacerdoti e dei diaconi.

Vivo in un paese in cui le donne compaiono sull’altare, si definiscono “pastori”, indossano abiti liturgici che suggeriscono una ordinazione, si prendono cura della predicazione e reagiscono indignate quando vengono considerate laiche.

Vivo in un paese in cui in Chiesa si celebrano messe carnevalesche, in cui si eseguono le polonaise, si cantano inni e tutta l’assemblea, che non ha alcuna idea di cosa sia il sacramento, rivendica la Santa Comunione.

Vivo in un paese in cui si ritiene che ora la Chiesa riconosca persino il matrimonio tra persone dello stesso sesso, giacché le “celebrazioni” di tali “nozze” si svolgono senza che sia intrapresa affatto alcuna vera azione contro di esse.

Vivo in un paese in cui c’è una rivolta se dici ai genitori che nel preparare i loro figli alla Prima Santa Comunione li introdurrai anche al sacramento della confessione.

Vivo in un paese che si ritiene un faro per il mondo. Vivo in un paese in cui il Vaticano II non è stato visto come un tentativo di trovare nuovi modi di evangelizzare il mondo, ma di secolarizzare la Chiesa. Ha funzionato bene.  Il risultato? La Chiesa nei Paesi Bassi è morente. I Paesi Bassi sono ora il paese più secolarizzato al mondo. Perbacco, cosa porta i padri sinodali a voler seguire questo esempio?

Vorrei lasciare parlare Kierkegaard di nuovo.

“Il Nuovo Testamento come manuale per il cristiano è diventato una sorta di peculiarità storica, una specie di guida da viaggio in un Paese dove nel frattempo tutto è completamente cambiato. Un libro del genere non può più essere utile ai viaggiatori in quel paese. Mentre siamo seduti in un accogliente caffè fumando un sigaro, leggiamo nella guida da viaggio: ‘Qui ci sono bande di ladri che attaccano i viaggiatori e li derubano nei loro rifugi’. Ma non c’è più alcuna banda di ladri, bensì l’accogliente caffè. Tuttavia, il Nuovo Testamento è tuttora, in misura inalterabile, il manuale per i cristiani che ancora sperimenteranno in questo mondo ciò che sta scritto nel Nuovo Testamento. Non si dovrebbe essere disturbati da persone che hanno esperienze diverse con quello stesso mondo, persone che agiscono in modo cattivo in un mondo di atti cattivi. Ciò che accade in questo mondo, cioè chiacchiere, miseria, mediocrità, ecc. ecc., in realtà quasi non è menzionato nel Nuovo Testamento. Esso ignora radicalmente le chiacchiere, la meschinità e la mediocrità”.

Traduzione a cura di Pan-Amazon Synod Watch

  • Nota: posizioni e concetti espressi negli articoli firmati sono di esclusiva responsabilità dei loro autori.
  • ©Riproduzione autorizzata a condizione che venga citata la fonte.
Jeanne Smits
Giornalista franco-olandese specializzata nelle tematiche pro-life, ha diretto la rivista Présent.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Solve : *
10 + 18 =