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I culti originari degli indios sacrificavano i bambini alle divinità della Terra, confermando così la Bibbia: “sono demoni”

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Un team di archeologi peruviani ha scoperto quello che si ritiene il luogo del più grande sacrificio di massa di bambini nella storia, secondo quanto ha notiziato tra gli altri il The Guardian di Londra.

Senza volerlo, gli scienziati hanno finito per attirare l’attenzione su una delle frasi più polemiche delle Sacre Scritture, confermandola.

In effetti, quando la Bibbia si riferisce ai pagani e ai loro dei, lo fa con orrore ed esecrazione. Il Salmo 95 dice “tutti le divinità dei gentili sono demoni” (“Omnes dii gentium, daemonia“) (Salmo 95, 5).

In numerosi passi delle Sacre Scritture, vediamo i profeti e i rappresentanti di Dio che distruggono gli idoli e li condannano ardendo di zelo per l’unico Creatore degno dell’unica adorazione.

Anche i crimini e i costumi depravati associati al culto degli idoli sono condannati con orrore. Ma non è mancato chi abbia considerato esagerate queste attitudini dei profeti e degli autori sacri.

Le scienze che indagano l’Antichità studiano in modo particolare le civiltà pagane idolatriche che interferirono con la Storia del popolo eletto e che tentarono di distoglierlo dalla sua vocazione.

Esse forniscono continuamente prove della perversione degli idoli, ritenuti dei, che i gentili adoravano e che palesavano il loro volto demoniaco.

Lo stesso succede con le civiltà indigene o originarie delle Americhe, specialmente prima dell’arrivo benedetto dei missionari cattolici e della nascita dei nostri paesi.

Un recente esempio di ciò è stata la macabra scoperta dei corpi di 227 vittime di età compresa tra 5 e 14 anni vicino alla città costiera di Huanchaco, 570 km a nord di Lima.

Come hanno riferito gli archeologi all’agenzia stampa AFP, alcuni corpi avevano ancora i capelli e la pelle al momento in cui vennero sepolti.

Sebbene non sia chiaro in quale anno sia stato compiuto questo olocausto, gli esperti ritengono che i bambini siano stati sacrificati più di 500 anni fa.

La scoperta arriva appena un anno dopo il ritrovamento dei resti di 200 bambini vittime di sacrifici umani in altre due località del Perù.

Secondo l’indagine, i corpi dei bambini mostrano dei segni che indicherebbero l’essere stati giustiziati durante la stagione delle piogge e seppelliti in direzione del mare.

Ciò significa che probabilmente furono sacrificati per placare le forze della natura, venerate goffamente come divine dalla “cultura” Chimù.

Questa “cultura” animò una delle organizzazioni più potenti della costa settentrionale del Perù, dove vissero.

Raggiunsero la ribalta tra il 1200 e il 1400, prima di essere sottomessi dagli Incas.

Questi, a loro volta, furono placati ed evangelizzati dagli spagnoli, una conversione che pose fine a questi crudeli rituali.

La civiltà Chimú adorava un dio della luna di nome Shi, che, a differenza degli Incas, ritenevano fosse più potente del dio del sole.

I devoti offrivano regolarmente sacrifici umani e altre offerte perverse durante i riti spirituali.

Questa mistica religiosa “originaria”, con molteplici varianti più o meno leggendarie, appare al centro di molte superstizioni indigene in America e sta alla base della credenza nella Pachamama, venerata nei giardini vaticani durante il Sinodo Panamazzonico.

Nel cuore di questa credenza demoniaca c’era un dio primordiale – che ha diversi nomi: “dio rosso”, “Shi” e altri -, che fu cacciato nelle profondità della terra da un dio bianco, il sole.

A tratti, questo “dio rosso” è vicino a fuggire dalla sua prigione infernale. I suoi adoratori devono quindi praticare culti perversi per aiutarlo a liberarsi.

Questo è il potere che si trova al centro della terra, e l’energia che pulsa nella Pachamama (“Madre Terra”). Una sorta di teologia della liberazione demoniaca che richiama alla mente alcune dottrine invocate durante il Sinodo Panamazzonico.

I lavori di scavo degli archeologi continua sul luogo della sepoltura di massa, perché, come hanno sottolineato, è ancora possibile scoprire altri corpi.

“Questo è il luogo più grande dove sono stati trovati i resti di bambini sacrificati. Non c’è ne è nessun altro come questo in nessun altro posto al mondo”.

È incontenibile, ovunque tu scavi, c’è un altro (corpo)“, ha detto al giornale inglese l’archeologo capo Feren Castillo dell’Università Nazionale di Trujillo. Le squadre stanno scavando dallo scorso anno il sito sacrificale di Huanchaco, una città turistica sul mare vicino a Trujillo, la terza città più grande del Perù.

Secondo il “The Guardian”, l’archeologo Feren Castillo ha spiegato che i bambini sacrificati per placare la natura, o Pachamama, in realtà avevano di mira il fenomeno del El Niño che questi indiani superstiziosi e sadici disconoscevano.

Per questo i segni della morte sacrificale indicano la stagione delle piogge e le vittime sono sepolte in direzione del mare.

Alcuni indossavano orecchini d’argento, indizio che respinge l’idea che si trattasse di prigionieri e che suggerisce invece siano stati uccisi con il consenso di genitori ricchi.

Gli archeologi hanno trovato i primi corpi di bambini a distanza ravvicinata nel quartiere di Pampa la Cruz nel giugno 2018, dissotterrando 56 scheletri.

Ad Huanchaquito, nell’aprile 2018, sono apparsi i resti di 140 bambini sacrificati e 200 lama, animali offerti alle Ande.

Gli scheletri contenevano lesioni allo sterno, probabilmente a causa di un coltello cerimoniale. Le costole slogate suggeriscono che il sacerdote ha cercato di estrarne il cuore ancora pulsante.

Impronte sopravvissute alla pioggia e all’erosione indicano che i bambini sono stati portati a morte a Chan Chan, un’antica città a 1,5 km da Las Llamas, ha affermato Gabriel Prieto, professore di archeologia all’Università Nazionale di Trujillo in Perù, che ha guidato lo scavo insieme a John Verano, dell’Università di Tulane, negli Stati Uniti.

I risultati sono stati pubblicati sul National Geographic, ha sottolineato “The Guardian”.

La civiltà Chimú scomparve nel 1475, conquistata dall’impero Inca, che a sua volta venne felicemente soppresso insieme alle sue pratiche agghiaccianti dalla diffusione del Vangelo e dalla dolce legge di Cristo portata dai conquistatori spagnoli.

Jeffrey Quilter, direttore del Peabody Museum of Archaeology and Ethnology dell’Università di Harvard, ha scoperto che il sito archeologico fornisce “prove concrete” che in Perù si praticavano su larga scala sacrifici di bambini e che queste pratiche facevano parte delle “culture originarie”.

“Rapporti di grandi sacrifici sono noti in altre parti del mondo, ma è difficile sapere se le cifre sono esagerate o no”, ha detto Quilter, che guida il team di scienziati che analizzerà campioni di DNA dai resti dei bambini.

Diverse culture antiche nelle Americhe, inclusi i Maya, gli Aztechi e gli Incas, praticarono il sacrificio umano, ma il sacrificio di massa di bambini fino ad oggi è stato raramente così ben documentato.

È uno degli aspetti più orribili del paganesimo intriso di satanismo.

Una perversa “leggenda nera” cerca ancora di dare l’impressione opposta: quella di meravigliose culture schiacciate dai cattolici europei affamati di oro e schiavi.

In Nord America sono ancora più numerose le scoperete che sono state fatte decenni or sono, come documentato ad esempio nel 2006 dalla History News Network e negli stessi termini più recentemente dal The Daily Mail.

Gli archeologi hanno scoperto i resti di circa 550 persone che sono state sacrificate ritualmente vicino a Città del Messico.

Con questo massacro offerto dai sacerdoti aztechi, gli adoratori pagani delle forze della Terra pensavano che avrebbero fermato l’arrivo degli evangelizzatori e degli spagnoli nel 1519.

Le vittime furono tenute in gabbia per mesi, i loro cuori vennero strappati, le loro ossa bollite e i loro teschi scalpellati.

Spesso i resti mortali ancora palpitanti venivano divorati dagli stregoni e da altri indios. Il massacro satanico durò sei mesi.

Questi sacrifici collettivi erano comuni tra gli indios prima dell’evangelizzazione delle Americhe.

Nonostante ciò, la neomissiologia comuno-progressista afferma che la cultura indigena è buona e che i mali sono iniziati con l’azione evangelizzatrice dei missionari cattolici, dopo la scoperta del continente americano.

La scoperta rafforza la convinzione che la Chiesa avesse ragione nell’inviare missionari che portarono l’America fuori dal paganesimo, dalla barbarie, dall’ignoranza e dalla crudele selvatichezza in cui risiedevano i suoi abitanti indigeni.

Ringraziamo sempre la Madonna e la Santa Chiesa Cattolica che ci hanno portato Gesù Cristo e la civiltà cristiana.

Traduzione a cura di Pan-Amazon Synod Watch

Fonte: Acontecendo na América Latina, 20 Gennaio 2020

  • Nota: posizioni e concetti espressi negli articoli firmati sono di esclusiva responsabilità dei loro autori.
  • ©Riproduzione autorizzata a condizione che venga citata la fonte.
Luis Dufaur

One thought on “I culti originari degli indios sacrificavano i bambini alle divinità della Terra, confermando così la Bibbia: “sono demoni”

  1. Certo si tratta di un articolo illuminante… su un certo tipo di apologetica attuale…per fortuna non molto diffusa… ma gli indigeni attuali li convertiamo veramente o ci pensa Bolsonaro?….

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