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Neopaganesimo travestito da ambientalismo denunciato anni fa in Francia, oggi trionfa in Vaticano

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Alcuni anni fa, la rivista “Nouvelles de France” andò alla ricerca del perché la propaganda sul “riscaldamento globale” distorce i fatti.

La rivista concentrò la sua analisi sulla parzialità di alcuni media ossessivamente focalizzatisi sugli scienziati che reagivano con serietà alla mancanza di fondamenta nella realtà della propaganda sul “riscaldamento globale”.

Dapprima respinse ciò che considerava “tesi sempre troppo facili”, che scaricano la colpa sulle lobby economiche satanizzate o su qualche complotto internazionale.

Alla ricerca dell’origine del mito del riscaldamento, la rivista scoprì, nella fine degli anni ’60, la motivazione ideologica che alimenta questa fantasia.

La trovò nell’epoca dello scoppio del movimento hippie, del pacifismo e della sinistra culturale alimentata da Mosca contro i paesi liberi e prosperi.

Sulla rivista Science (vol. 155, pag. 1203), già nel 1967 si incontra la seguente frase dello scrittore Lynn White Jr. :

“Continueremo a soffrire un peggioramento della crisi ecologica se non respingeremo l’assioma cristiano secondo cui l’unica ragion d’essere della natura è quella di servire l’uomo”.

Per la pubblicazione francese, questa affermazione condensa il punto di partenza dell’ecologismo radicale odierno: l’annuncio filosofico secondo cui “l’uomo non ha alcun diritto sulla natura. Al contrario, deve sottomettersi ad essa, e, se non lo fa, la dea Natura si vendicherà, ad esempio, con il riscaldamento globale”.

Riportò anche le parole di Maurice Strong, segretario generale della Conferenza delle Nazioni Unite sull’ambiente dal 1970 al 1972; Segretario generale di ECO-92 a Rio de Janeiro nel 1992 e fino al 2005 consigliere speciale di Kofi Annan (allora segretario generale delle Nazioni Unite) per le questioni ambientali:

È possibile che si arrivi al un punto in cui, per salvare il mondo, la soluzione sarà far scomparire la civiltà industriale“.

Tale pensiero condensa un secondo aspetto della filosofia ambientalista radicale:

L’odio per la società industriale, colpevole di sottomettere la natura attraverso il lavoro umano“.

Il Programma delle Nazioni Unite per l’Ambiente, originariamente diretto da Strong e pubblicato nel giugno 1990 con il titolo “Una sola Terra”, chiedeva la celebrazione di una giornata per riflettere sull’atteggiamento degli uomini in relazione alla Terra.

Questo documento, nei fatti, è un manuale di preghiere da recitare in quel giorno.

Tutto ciò non ha più nulla a che fare con la scienza o la politica delle Nazioni Unite. Il programma è decisamente entrato nel regno religioso o – spiegava la rivista francese – nel neopaganesimo.

Ecco l’inizio della prima preghiera. Le altre sono dello stesso tipo e si concludono con un Alleluia dedicato al pianeta:

“Atto di contrizione.

Noi abbiamo dimenticato ciò che siamo.

Noi ci siamo allontanati dall’evoluzione del cosmo.

Noi ci siamo separati dai movimenti della terra.

Noi abbiamo dato le spalle al ciclo della vita”.

Nel 1997, essendo stata attribuita a Christine Stewart, allora Ministro dell’Ambiente del Canada, la presentazione di dati meteorologici falsati, ella rispose spudoratamente:

Non importa che la parte scientifica sia completamente falsa, ci sono vantaggi collaterali per l’ambiente…

Il cambiamento climatico ci offre le migliori possibilità di portare giustizia e uguaglianza nel mondo.

È un ottimo mezzo per ridistribuire la ricchezza“.

Ecco – concludeva “Nouvelles de France” – la terza colonna del tempio ecologista: l’utopia politico-sociale, che credevamo spazzata via dalla storia nel 1991 con la caduta del comunismo.

Questa ha lo scopo di organizzare una “decrescita” a danno dei “ricchi”, fino a che questi non diventino uguali ai “poveri”.

In sintesi:

— naturalismo filosofico;

— rifiuto dell’industria, del lavoro umano, della civiltà e del progresso;

— neopaganismo;

— ugualitarismo (marxista?)

“Nouvelles de France” concludeva dicendo che esiste una coerenza tra queste colonne: il “ritorno alla giungla”, tanto amato nei circoli neopagani.

Secondo loro, è esistito uno stile di vita non cristiano in un’epoca benedetta in cui non c’erano né ricchi né poveri.

A quel tempo tutti vivevano principalmente di agricoltura di sussistenza e artigianato.

L’umanità, all’epoca, era convinta che esistesse un solo grande maestro: la Natura, venerata nella figura di certi alberi o sorgenti.

Quando “Nouvelles de France” constatò anni fa queste posizioni religiose pagane – e del comunismo utopico – alla base della rivoluzione ecologica, la scoperta poteva apparire frutto di un’immaginazione eccessiva.

Il nostro blog, che da anni raccoglie queste informazioni e le divulga in continuità con il pensiero-denuncia del Prof. Plinio Corrêa de Oliveira, le diffonde sulle nostre povere pagine.

Potrebbero essere apparse frutto di un’immaginazione eccessiva.

Oggi sono sotto gli occhi di tutti. Basta dare un’occhiata alla preparazione, allo sviluppo e alle conclusioni del Sinodo Panamazzonico e all’enciclica “Laudato Si” che l’ha preparato.

Il culto piuttosto ridicolo e anticristiano alla Pachamama in Vaticano è stata la conferma più sorprendente.

Fonte: Verde: a cor nova do comunismo, 08-11-19

Traduzione a cura d Pan-Amazon Synod Watch

  • Nota: posizioni e concetti espressi negli articoli firmati sono di esclusiva responsabilità dei loro autori.
  • ©Riproduzione autorizzata a condizione che venga citata la fonte.
Luis Dufaur

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