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Vescovo tedesco: le proposte del Sinodo dell’Amazzonia hanno una “grande importanza” per noi

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CITTÀ DEL VATICANO – Il voto espresso al Sinodo dei vescovi sulla regione panamazzonica del mese scorso che propone l’ordinazione di uomini sposati – i cosiddetti viri probati – e in favore di studiare ulteriormente un diaconato femminile sarà di “grande importanza” per i vescovi tedeschi nel loro “Cammino Sinodale”, ha detto uno dei presuli del paese. 

Mons. Franz-Josef Bode, vescovo di Osnabrück, che presiederà uno dei quattro forum del Cammino Sinodale, ha dichiarato al National Catholic Register il 21 novembre che il fatto che due terzi dei padri sinodali del sinodo panamazzonico abbiano votato “a favore dell’ordinazione dei viri probati, e che la stessa maggioranza abbia messo in agenda l’ordinazione diaconale delle donne, è conforme alle nostre riflessioni per il Cammino Sinodale”. 

Un tale processo sinodale è la “prima volta che si verifica nella Chiesa”, afferma mons. Bode, e “considerando la nostra situazione in Germania”, queste domande sollevate durante il Sinodo dell’Amazzonia “sono anche di grande importanza per il nostro Cammino Sinodale”. 

Ha aggiunto che esse saranno riprese in due dei quattro forum durante il processo sinodale: uno su “La vita sacerdotale oggi” e l’altro, che mons. Bode co-presiede, su “Donne nei ministeri e negli uffici della Chiesa”. 

La conferenza episcopale tedesca ha deciso a marzo di quest’anno di iniziare un “Cammino Sinodale” per “elaborare” lo scandalo degli abusi e arrivare a delle soluzioni dopo la pubblicazione l’anno scorso di un devastante rapporto di quattro anni su tali abusi sessuali da parte del clero nella Chiesa in Germania. 

Il cardinale Reinhard Marx, presidente della Conferenza episcopale tedesca, ha affermato che il processo, che consisterà in due anni d’incontri, affronterà le “questioni chiave” derivanti dalla crisi degli abusi sessuali da parte del clero. In particolare, i vescovi sono disposti a mettere in discussione l’insegnamento perenne della Chiesa cattolica sul celibato sacerdotale, la sessualità umana e il ruolo delle donne nella Chiesa. 

Il Cammino Sinodale inizierà con colloqui informali il 1° dicembre e poi con una prima assemblea generale che si terrà il 30 gennaio. Il Comitato centrale dei cattolici tedeschi (ZdK), il gruppo laicale più influente della Chiesa in Germania, che sostiene apertamente la fine della disciplina del celibato sacerdotale, l’ordinazione delle donne e la benedizione delle coppie dello stesso sesso in chiesa, lavorerà a stretto contatto con i vescovi. 

Si ritiene che il Sinodo Panamazzonico, la cui preparazione è stata notevolmente finanziata dalla Chiesa tedesca, sia stato in parte inscenato per preparare le basi delle riforme previste dal Cammino Sinodale, in particolare introducendo la possibilità del clero sposato nel rito latino ed un diaconato permanente per le donne. 

“L’intero processo è stato totalmente pianificato ed è già risolto, è un gioco fasullo”, ha detto al Register una fonte informata della Chiesa tedesca. “È un tentativo di protestantizzare e rivoluzionare la Chiesa Cattolica per ‘recuperare’ gli ultimi 500 anni, ma questa volta dall’interno. L’attenzione è rivolta al potere, al denaro e all’influenza, non alla fede né all’evangelizzazione”. 

All’inizio di questo mese, i vicari generali di 10 diocesi hanno scritto di considerare il Cammino Sinodale un mezzo per realizzare una “riforma fondamentale della Chiesa in Germania” ritenuta “urgentemente necessaria, anzi essenziale”. 

Per questo motivo, il Register ha chiesto a numerosi vescovi tedeschi le loro risposte a due domande principali: come pensano che il Cammino Sinodale intendesse avvalersi del Sinodo amazzonico e cosa sperano che il processo possa raggiungere. 

 

Le risposte di altri vescovi

Mons. Felix Genn, vescovo di Münster, che sarà co-presidente del forum sul ministero delle donne, ha dichiarato al Register il 21 novembre di vedere il sinodo amazzonico “come un incoraggiamento per il sentiero sinodale che abbiamo intrapreso”. 

“Come il Sinodo amazzonico, anche il Cammino Sinodale dovrebbe essere un via di conversione e rinnovamento, che fa da punto di partenza alla luce del Vangelo, per parlare dell’importanza della fede e della Chiesa nel nostro tempo e trovare risposte a domande urgenti della Chiesa”, ha detto. 

Anche il vescovo di Limburg, Georg Bätzing, che sarà co-presidente del forum sulla “morale sessuale”, ha affermato che il sinodo amazzonico è stato un “incoraggiamento” per il Cammino Sinodale e che, allo stesso modo, punterà verso la “conversione e il rinnovamento”. Se Gesù descrive sé stesso come la Via, la Verità e la Vita”, allora le verità della nostra fede non possono essere punti di vista rigidi e immobili “, ha detto al Register

Il vescovo Franz-Josef Overbeck di Essen, che ha affermato prima del Sinodo dell’Amazzonia che questo avrebbe portato la Chiesa universale a un “punto di non ritorno” e che “nulla sarebbe stato uguale a prima”, ha detto di notare che “alcuni argomenti del sinodo amazzonico sono rilevanti anche qui in Germania”, ma ha aggiunto che le prossime discussioni “terranno conto anche della situazione della Chiesa cattolica locale”. 

Il vescovo Peter Kohlgraf di Magonza sembra meno convinto di una connessione tra il Cammino Sinodale e il Sinodo dell’Amazzonia, affermando che mentre questo era “incentrato su questioni di ecologia e inculturazione”, il Cammino Sinodale in Germania “ha le sue questioni proprie” derivanti dal rapporto del 2018 sugli abusi sessuali. 

Ciononostante, prevede che il Cammino Sinodale avrà un impatto sulla Chiesa universale. 

“Così come i suggerimenti della Chiesa mondiale possono essere significativi per noi, gli impulsi della Chiesa in Germania possono, certo, essere significativi anche per la Chiesa nel mondo”, ha affermato. 

L’arcivescovo mons. Heiner Koch di Berlino si è rifiutato di rispondere alle domande del Register; invece, il suo portavoce ci ha segnalato un articolo del 9 novembre sul portale web dei vescovi Katholisch.de, in cui il suo arcivescovo sollecita ascolto e dialogo durante il processo per superare le differenze e trovare le soluzioni. 

Pure il cardinale Marx ha scelto di non rispondere alle domande del Register né di commentare le osservazioni del vescovo Bode sulla “grande importanza” del sinodo amazzonico per il Cammino Sinodale, perché l’argomento da discutere non è stato ancora determinato e perché “non commenta dichiarazioni pubbliche o interviste di altri membri dell’episcopato”, ha detto il suo portavoce Bernhard Kellner.

 

Critiche

Ma alcuni vescovi che non appoggiano il Cammino Sinodale credono che il processo potrebbe condurre i fedeli lungo una strada che alla fine danneggerà la Chiesa. Secondo il cardinale Rainer Woelki di Colonia, potrebbe portare allo “scisma all’interno della Chiesa in Germania” e ad una “chiesa nazionale tedesca”. 

I vescovi mons. Genn e mons. Bätzing hanno invece detto al Register che non pensano che il Cammino Sinodale possa “condurre a uno scisma”. Entrambi hanno affermato che la Chiesa in Germania non è “una chiesa speciale”, né all’interno dell’intera Chiesa né nel mondo; tuttavia il vescovo Genn afferma che il Comitato centrale dei cattolici tedeschi (ZdK), noto per le sue controverse posizioni sull’insegnamento della Chiesa, gioca un ruolo “responsabile” nel seguire il Cammino Sinodale.

Egli vede “una grandissima unità” attorno al Cammino Sinodale. “Certo, ci sono anche alcuni che non trovano tutto giusto. Ma questa non è una divisione, è semplicemente un dibattito”, dice. 

“Ma non dovremmo noi come Chiesa, specialmente in tempi di discorsi politici e sociali brutalizzati dai populisti, cercare di dimostrare che si può lottare duramente, ma comunque confrontarsi bene e costruttivamente sulla strada giusta?” si domanda. “La Chiesa cattolica come modello di cultura costruttiva nel conflitto: ciò già sarebbe qualcosa!” 

Molti dei vescovi contattati dal Register vedono il Cammino Sinodale come un mezzo per raggiungere le persone e, nelle parole del vescovo Kohlgraf, esso aiuta ad accendere un “risveglio della fede nel nostro paese”. 

Il vescovo Overbeck pensa che potrebbe “rafforzare la testimonianza cristiana nel nostro Paese”; il vescovo Bode pensa da par suo che potrebbe aiutare il clero ed i laici a “trovare il modo giusto per evangelizzare” e fare che la Chiesa sia “più credibile sul terreno”. Pensa anche che potrebbe portare a un Sinodo regionale dei vescovi per la Germania analogo al sinodo dell’Amazzonia. Mons. Bätzing accoglie con favore il fatto che il processo inizi durante l’Avvento, quando “comincia qualcosa di nuovo” e che i vescovi “combattano e affrontino problemi relativi a questioni candenti” per due anni. 

Tuttavia, il vescovo di Ratisbona mons. Rudolf Voderholzer, uno dei pochi vescovi tedeschi disposti a criticare pubblicamente il processo, ha dichiarato al Register di credere che il Cammino Sinodale sembra “non percepire la realtà della crisi di fede nel nostro paese”. Egli chiede che ci si renda conto di come le denominazioni protestanti, che hanno introdotto cambiamenti simili a quelli che il Cammino Sinodale sembra disposto a prendere in considerazione, siano rapidamente decadute. 

Osserva anche che, nonostante la pretesa enfasi sull’evangelizzazione, il Cammino Sinodale manca di un forum sull’evangelizzazione e accusa l’intero processo di “insincerità”, con temi che sono “pseudo-scientifici”.

Mons. Voderholzer si è riservato il diritto di ritirarsi completamente dal processo se il Cammino Sinodale non osserverà il primato dell’evangelizzazione e dell’unità della Chiesa universale – un appello fatto da papa Francesco.

“Spero e prego affinché il processo sinodale contribuisca a far nascere un vero rinnovamento nella Chiesa”, ha affermato il vescovo, “nonostante quelle che considero scelte sbagliate”.

Traduzione a cura di Pan-Amazon Synod Watch

  • Nota: posizioni e concetti espressi negli articoli firmati sono di esclusiva responsabilità dei loro autori.
  • ©Riproduzione autorizzata a condizione che venga citata la fonte.
Edward Pentin

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