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Pastori denunciano: “Violenza religiosa” contro i fedeli indifesi e contro la memoria della Roma dei martiri

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Gli episodi intorno al culto della Pachamama hanno marchiato a fuoco il Sinodo Speciale per la Regione Panamazzonica e già c’è chi vorrebbe rinominarlo come Sinodo Pachamamico o addirittura Sinodo Idolatrico. Chiaramente la provocazione di chi aveva pensato bene di fare un processo di “inculturazione” fasulla e a tappe forzate, si è ritorta contro tali pretese. Una vasta maggioranza di fedeli, anche se silenziosa, è rimasta scioccata e sconvolta dagli atti di culto resi all’idolo incaico (e non amazzonico), il che spiega la viralizzazione sulle reti sociali del lancio nel Tevere delle tristemente celebri statuette e di una significativa cerimonia religiosa riparatoria in una chiesa. E l’argomento continua ad alimentare i commenti da parte di molte voci autorevoli.

Padre  Hugo Valdemar, canonico penitenziere dell’Arcidiocesi del Messico, noto nel suo Paese per essere  stato il portavoce durante 15 anni del cardinale Rivera Carrera, ha commentato la cerimonia di riparazione da lui compiuta  davanti a un gruppo di fedeli, nella quale brucia tre idoli della Pachamama, spiegando che questo è stato il Sinodo dello “scandalo” e della “divisione”, perché invece di cercare di recuperare i fedeli dell’Amazzoniagià per lo più protestanti, a causa dell’abbandono di una vera missione di evangelizzazione in favore di un’opera piuttosto sociale”, si è “invece (trasformato) in un laboratorio della peste della Teologia della Liberazione, che soltanto ha portato la diminuzione della fede cattolica tra i nativi”.

Padre Valdemar ha anche affermato di aver compiuto il suo gesto “perché molte persone mi si sono avvicinate scioccate, ferite e arrabbiate (…) questa è stata un’offesa molto seria al 1° comandamento e alla santità di Dio, per cui ho deciso di fare insieme ai fedeli della mia parrocchia una preghiera di espiazione all’interno del tempio e all’esterno il rogo pubblico della Pachamama. Era un modo per metterla al suo posto, nel fuoco dell’inferno”.

In un circostanziato articolo firmato il 18 novembre scorso,  il vescovo mons. Athanasius Schneider ha affermato che dichiarare tutti questi atti di culto alle statue della Pachamama, che hanno sempre avuto luogo durante cerimonie di preghiera e nelle chiese, come atti non cultuali e non religiosi, ma semplicemente come espressione di cultura e folklore, e dire che sono qualcosa di innocuo e banale, è negare l’evidenza e fuggire dalla realtà”.  Citando un vescovo missionario spagnolo dalla vasta esperienza in Amazzonia, mons. J.L. Azcona, il presule kazako sottolinea che la vera offesa ai fedeli è stata compiuta da chi ha voluto queste cerimonie ed esposizioni delle statuette, non invece da chi le ha sottratte dall’altare per lanciarle nel fiume. Mons. Azcona ha persino parlato di “violenza religiosa” nei confronti dei fedeli cattolici, specialmente quelli più indifesi e poveri dell’Amazzonia che vedono che questi gesti nei confronti della Pachamama in Vaticano danno adito a quei protestanti di accusare i cattolici di essere adoratori d’idoli. 

Mons. Schneider ha citato anche il commento di un missionario colombiano, Fra’ Nelson Medina O.P. che si domanda: “(Se queste statuette) non sono state oggetto di culto, perché associarle al sacrificio dell’altare dove è presente il sacrificio unico e universale di Cristo? Non costituisce questo esattamente una pubblica e scandalosa violazione del Primo Comandamento della Legge di Dio? Disporre queste statuette in luoghi sacri non può avere un altro significato che quello religioso, altrimenti si sarebbero potuto collocare in una galleria di arte o in un museo etnico sull’Amazzonia”.

Per avere una visione più ampia, raccomandiamo ai lettori la dichiarazione con cui il combattivo mons. Carlo Maria Viganò ha voluto giustificare l’aggiunta della sua firma al pronunciamento dei cento studiosi sull’inaccettabile culto alla Pachamama in Vaticano e dintorni. “L’idolatria – ci dice l’ex nunzio degli Stati Uniti – o una sua simulazione, rappresenta il più grave attentato perpetrato contro la Divina Maestà. I martiri hanno versato il sangue e pagato con il dono supremo della vita la loro resistenza all’idolatria. Quegli stessi martiri che hanno intriso e consacrato la terra dell’antica Roma pagana, hanno visto la loro gloriosa memoria profanata dalle celebrazioni della Pachamama”.

  • Nota: ©Riproduzione autorizzata a condizione che venga citata la fonte.
Osservatorio - Sinodo sull'Amazzonia

3 thoughts on “Pastori denunciano: “Violenza religiosa” contro i fedeli indifesi e contro la memoria della Roma dei martiri

  1. Commenti? non ho parole! non trovo giustificazioni per la mia/nostra Santa Madre Chiesa ridotta a prostituta di idoli satanici, fatti entrare nel sacro suolo bagnato dal sangue di Pietro, Vicario di Cristo, che ci ha redenti nel Suo Sangue sulla Croce, con ai piedi la Sua SS.ma Madre distrutta e trafitta dalla spada di dolore inaudito con il Santissimo Figlio di Dio, Suo Figlio, tra le braccia … Giuda ha riconosciuto di aver tradito il sangue del Giusto, quindi si è pentito, e, sono sicuro, avrà ripetuto il suo pentimento nell’ultimo istante della sua disperazione, e, quindi, salvato dallo stesso Cristo da lui tradito, e che, poco prima aveva promesso il paradiso al buon ladrone. Ma questo Vicario di Cristo, che introduce riti pagani nel sacro suolo del primo Vicario, santo e martire, sarà perdonato? riuscirà a pentirsi, a chiedere perdono al gregge di Cristo a lui affidato per confermarlo nella vera Fede in LUI? invece di scandalizzarlo da 6 anni, in un crescendo di eresia, apostasia, paganesimo? e i silenti e conniventi e colpevoli cardinali, vescovi, ministri, religiosi, ingenue pecorelle… che succhiano acriticamente il suo veleno quotidiano? Tremo per lui, quando si presenterà a rispondere a quel Cristo tradito, vilipeso, insultato… Avrà la dignità di dimettersi? Avranno il coraggio del dovere i cardinali & vescovi ad unirsi ai pochissimi difensori della Fede, che, soli, alzano la voce e condannano l’indegno vicario di Nostro Signore Gesù Cristo, morto in croce per la redenzione dell’umanità? SS.ma Trinità, aiutaci a superare questa prova, aiutaci a conservare la Fede, aiutaci a non tacere, qualsiasi danno ci procuri, nella difesa della Fede che Tu ci hai insegnato! e perdonaci se non lo facciamo mai abbastanza nel difenderTi.

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