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La Pontificia Accademia delle Scienze abbraccia l’Agenda per lo “Sviluppo sostenibile” delle Nazioni Unite

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La dichiarazione poco pubblicizzata consiste in 14 impegni per “costruire insieme soluzioni efficaci per lo sviluppo sostenibile dell’Amazzonia”.

CITTÀ DEL VATICANO – La Pontificia Accademia delle Scienze, governatori della regione panamazzonica e funzionari delle Nazioni Unite sono stati tra coloro che, il 28 ottobre, hanno firmato in Vaticano una dichiarazione d’impegni per lo sviluppo sostenibile in Amazzonia.

La dichiarazione scarsamente pubblicizzata, firmata nella Casina Pio IV, sede dell’Accademia, consiste in 14 impegni per “costruire insieme soluzioni efficaci per lo sviluppo sostenibile dell’Amazzonia”.

Il Register ne ha richiesto una copia e ne ha ricevuto una dal segretario della Pontificia Accademia delle Scienze.L’incontro è stato intitolato “Primo vertice dei governatori amazzonici – Percorsi e impegni per lo sviluppo sostenibile in Amazzonia”. 

L’Accademia ha affermato che una seconda intenzione dell’incontro è stata quella di “aprire un dibattito” per trovare il modo di raggiungere gli Obiettivi per lo Sviluppo Sostenibile – un’iniziativa delle Nazioni Unite volta a combattere la povertà, migliorare la salute e l’istruzione, ridurre le disuguaglianze e affrontare i cambiamenti climatici entro il 2030. Gli obiettivi includono anche “l’accesso universale ai servizi di assistenza sanitaria sessuale e riproduttiva, compresa la pianificazione familiare, l’informazione, l’educazione e l’integrazione della salute riproduttiva nelle strategie e nei programmi nazionali”.

Nella dichiarazione dei governatori, queste richieste di “servizi di assistenza sanitaria sessuale e riproduttiva” e per la “salute riproduttiva” – termini che nel linguaggio delle Nazioni Unite sono stati interpretati per includere l’erogazione dell’aborto – non vengono menzionati nella dichiarazione dei governatori. Invece, tutti gli impegni sono di natura temporale relativi all’ambiente, alla scienza e all’ambito socio-economico.

Il primo è quello di “enfatizzare l’importanza fondamentale” del Sinodo Panamazzonico appena concluso e per “difendere gli orientamenti forniti” dal documento finale pubblicato il 26 ottobre; un documento che non ha peso dottrinale ma che serve da strumento per aiutare Papa Francesco a scrivere la sua esortazione apostolica post-sinodale.

Altri impegni sono a favore di una “economia verde”, la costruzione di un “nuovo modello di sviluppo sostenibile” basato sulla valutazione del “patrimonio ambientale, dell’inclusione socioeconomica e del rispetto per la cultura delle popolazioni amazzoniche”, chiedendo la “responsabilizzazione” dei governi locali amazzonici, delle organizzazioni e delle iniziative. 

La dichiarazione promuove inoltre l’espansione dell’Accordo di Parigi sul Cambiamento Climatico, sollecita una maggiore cooperazione internazionale e chiede una “deforestazione illegale zero” e “risorse significative” da assegnare alle iniziative locali. Le aziende sono incalzate per “controllare le loro catene di approvvigionamento” in modo da evitare “nuove forme di schiavitù”. I firmatari affermano inoltre che la “crisi climatica e umanitaria” del mondo richiede “un’azione rapida, integrata e urgente”. 

Tra i firmatari ci sono il cancelliere della Pontificia Accademia delle Scienze, il vescovo Marcelo Sánchez Sorondo, governatori delle regioni del Brasile e del Perù e rappresentanti di due enti che hanno co-sponsorizzato l’incontro con la Pontificia Accademia: il Consorzio Interstatale per lo Sviluppo Sostenibile dell’Amazonia Legale e la Rete per Soluzioni di Sviluppo Sostenibile (SDSN-A). Presenti anche due funzionari delle Nazioni Unite: Alexis Arthur, responsabile programmatico per l’appoggio alla Task Force per il clima e le foreste dei Governatori presso il Programma di Sviluppo delle Nazioni Unite (UNDP), e Charles Ian McNeill, consigliere senior per Foreste e Clima del Programma delle Nazioni Unite per l’ambiente (UNEP). 

La dichiarazione termina proponendo che il vertice diventi un “forum permanente di discussione”. Uno dei governatori ha suggerito che il prossimo incontro abbia luogo nel suo Stato. Durante l’incontro del 28 ottobre, i governatori hanno espresso il desiderio di collaborare con la Chiesa e con qualsiasi organizzazione che cerchi di preservare l’Amazzonia, ma secondo quanto si è venuto a sapere hanno espresso la loro opposizione alla posizione del presidente brasiliano Jair Bolsonaro sull’Amazzonia, in particolare per il suo sostegno alle miniere e alla agricoltura estensiva nella regione. 

Sempre d’accordo a quanto è stato riferito, un rappresentante ministeriale del governo Bolsonaro, presente alla riunione, ha espresso la sua opposizione all’affermazione che l’ambiente sarebbe in crisi. Una precisazione significativa, in quanto i governatori dipendono dai finanziamenti federali per i progetti ambientali. In effetti, a parte gli alti obiettivi della dichiarazione, uno degli scopi sottostanti l’incontro era di natura finanziaria, specialmente perché alcune fonti esterne sono venute meno. Dopo il vertice in Vaticano, alcuni governatori si sono recati a Berlino per cercare fondi.

“Sono venuti per raccogliere fondi”, ha detto al Register una fonte vaticana, rivelando che la maggior parte dei governatori sono membri di partiti socialisti. Uno di questi, Flavio Dino, nello stato nord-orientale di Maranhão, è membro del principale partito comunista del Brasile, il PCdoB, che sostiene posizioni radicali diametralmente opposte all’insegnamento della Chiesa. 

Uno dei loro membri, Jandira Feghali, è stata uno dei sei politici di sinistra invitati a una riunione parallela al Sinodo a Roma in ottobre, nonostante le sue opinioni fortemente favorevoli all’aborto e la sua opposizione a un disegno di legge che condanna l’infanticidio delle tribù amazzoniche. Su queste differenze politiche si è sorvolato anche se, durante l’incontro di lunedì, Dino ha invitato il vescovo brasiliano Sebastião Lima Duarte di Caxias, Maranhão, a intervenire.

Il vescovo, che aveva prima preso parte al Sinodo, ha concordato con tutto ciò che Dino ha detto nel suo discorso, secondo la fonte. “I partecipanti non si sono espressi su questioni teologiche o sulla questione dell’aborto, perché la sinistra quando ha a che fare con la Chiesa, non menziona mai tali questioni, preferendo piuttosto parlare di ambiente – un argomento che la colloca insieme a Papa Francesco”, ha detto. “La sinistra cercherà di utilizzare i membri della Chiesa per promuovere la sua agenda politica”, ha aggiunto, ricordando che vuole anche “sfruttare questa opportunità per aumentare il suo profilo internazionale al fine di finanziarne i progetti”. 

Anche il cardinale brasiliano Claudio Hummes, relatore generale del Sinodo Panamazzonico, ha parlato all’incontro. Secondo le fonti, pure il suo intervento si è soffermato solo su questioni temporali piuttosto che sovrannaturali, ponendo al centro dell’attenzione le preoccupazioni ambientali e i diritti delle popolazioni indigene. 

Questi incontri non sono rari per la Pontificia Accademia che, dal 2013, ha tenuto ben 13 conferenze su questioni ambientali, portando spesso persone con opinioni diametralmente opposte agli insegnamenti chiave della Chiesa ma preoccupate per l’ambiente. “Il Vaticano in questi giorni sembra più interessato a salvare il mondo che a salvare le anime”, ha detto una fonte vicino alla Santa Sede. 

Il Register ha chiesto al vescovo Sánchez Sorondo maggiori dettagli sull’incontro, incluso se i partecipanti avrebbero incorporato l’esortazione apostolica post-sinodale di papa Francesco prevista alla fine dell’anno e come il Vaticano intende lavorare con le Nazioni Unite su questioni ecologiche in futuro. Il vescovo Sánchez ha detto che era troppo occupato per rispondere.

Traduzione a cura di Pan-Amazon Synod Watch

  • Nota: posizioni e concetti espressi negli articoli firmati sono di esclusiva responsabilità dei loro autori.
  • ©Riproduzione autorizzata a condizione che venga citata la fonte.
Edward Pentin

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