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La donna amazzonica che ha guidato la cerimonia di piantagione dell’albero nei giardini vaticani ne rivela il suo significato pagano

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ROMA, 8 novembre 2019 (LifeSiteNews) – La leader indigena che, accanto a Papa Francesco, ha piantato un albero nei Giardini Vaticani prima del Sinodo dell’Amazzonia, è stata chiara fin dall’inizio sul significato sincretistico e pagano dell’atto il quale, spiega,  intendeva “soddisfare la fame della Madre Terra” e riconnettersi con “la divinità presente nel suolo amazzonico”.

In una dichiarazione del 4 ottobre andata sotto i riflettori durante il Sinodo stesso, Ednamar de Oliveira Viana, della regione di Maués in Brasile, riguardo alla cerimonia di piantagione di alberi nel Giardino Vaticano ha affermato: “Piantare … è credere in una vita che cresce e che dà frutto per soddisfare la fame di creazione della Madre Terra. Questo ci riporta alle nostre origini ricollegando l’energia divina e insegnandoci la via del ritorno al Padre Creatore.”

De Oliveira Viana, che ha anche guidato i partecipanti nel rito di inchinarsi attorno alle statue della Pachamama durante la cerimonia del 4 ottobre, ha dichiarato in merito all’evento: “Il Sinodo è piantare questo albero, innaffiarlo e coltivarlo, in modo che i popoli amazzonici siano ascoltati e rispettati nelle loro usanze e tradizioni sperimentando il mistero della divinità presente nel suolo amazzonico”.

Parti della dichiarazione di Ednamar de Oliveira Viana (escluse quelle sopra menzionate) sono state inserite in un comunicato stampa ufficiale pubblicato a Roma il 4 ottobre dagli organizzatori della cerimonia avvenuta nei Giardini Vaticani, tra cui la REPAM (Rete ecclesiale Panamazzonica), The Global Catholic Climate Movement e l’Ordine francescano (OFM).

La dichiarazione completa della leader indigena può essere trovata, in inglese e portoghese, in un link alla fine del quinto paragrafo del comunicato stampa. La versione rivista delle sue dichiarazioni e le foto della cerimonia di piantagione di alberi nei Giardini Vaticani, sono disponibili anche sul sito internazionale dell’Ordine dei Frati Minori (Frati Francescani).

Il comunicato stampa ha anche osservato che la cerimonia della piantagione di alberi nei Giardini Vaticani è stato il primo gesto di papa Francesco per celebrare la stagione della creazione, che si tiene ogni anno dall’1settembre (la “Giornata mondiale di preghiera per la cura del Creato”) fino alla festa di san Francesco di Assisi il 4 ottobre.

A metà Sinodo, mentre si cercava di capire l’identità della statua della Pachamama, LifeSite chiese ai funzionari dei media vaticani se potevano fornire un “testo autorevole del Vaticano o della REPAM in modo che la questione su quanto accaduto realmente nei Giardini Vaticani [potesse] essere chiarita.”

Paolo Ruffini, prefetto delle comunicazioni vaticane e presidente della commissione d’informazione del Sinodo dell’Amazzonia, ha descritto l’albero come “sacro” e ha promesso d’indagare ulteriormente. Nonostante successive richieste, non sono state fornite ulteriori informazioni.

Due giorni dopo, in una conferenza stampa del 21 ottobre, il portavoce vaticano Matteo Bruni ha chiesto a Mauricio López Oropeza, segretario esecutivo della REPAM, di commentare il significato della statua [Pachamama] – offrendogli così l’opportunità di commentare anche la cerimonia – ma López ha rifiutato di commentare, scrollandosi di dosso la domanda.

Tradizionalmente, la Chiesa ha avuto una visione guardinga riguardo gli alberi sacri. Un giudizio più famoso illustra San Bonifacio di Crediton, l’apostolo e santo patrono della Germania, mentre abbatte drammaticamente la quercia di Donar, un albero che i tedeschi ritenevano sacro per il culto al dio pagano Thor. Attualmente, l’albero sacro amazzonico è custodito in sicurezza nei recinti dei Giardini Vaticani fino a quando non sorgerà un nuovo San Bonifacio.

Traduzione a cura del Pan-Amazon Synod Watch

  • Nota: posizioni e concetti espressi negli articoli firmati sono di esclusiva responsabilità dei loro autori.
  • ©Riproduzione autorizzata a condizione che venga citata la fonte.
Diane Montagna

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