Condividi su facebook
Condividi su pinterest
Condividi su twitter
Condividi su linkedin
Condividi su whatsapp
Condividi su email

Lingue

LOGOTIPO8
Condividi su facebook
Condividi su pinterest
Condividi su twitter
Condividi su linkedin
Condividi su whatsapp
Condividi su email

Lingue

LOGOTIPO8

Il Cardinale Müller ammonisce sull’ascesa del “vecchio paganesimo” al Sinodo dell’Amazzonia

Condividi su facebook
Condividi su twitter
Condividi su whatsapp
Condividi su linkedin
Condividi su pinterest
Condividi su email
Condividi su print

22 Ottobre 2019 (LifeSiteNews) – Il cardinale Gerhard Müller, prefetto emerito della Congregazione per la Dottrina della Fede, approva la forte critica al Sinodo dell’Amazzonia e al suo Documento di lavoro, in una dichiarazione pubblicata la settimana scorsa dal professor Douglas Farrow su First Things. Mentre loda l’articolo di Farrow come “molto appropriato”, il Cardinale si lamenta dei leader della Chiesa che sembrano non rendersi conto che i confini con il “vecchio paganesimo” su “idolatria e superstizione” sono stati attraversati.

I commenti del cardinale sono arrivati dopo che papa Francesco, insieme a dei leader indigeni e  prelati di alto rango, ha partecipato il 4 ottobre a una cerimonia nella quale è stato piantato un albero nei giardini vaticani e in cui c’erano persone prostrate davanti a un paio di statuette di donne incinte nude (idoli della Pachamama), una cerimonia che alcuni hanno definito un “rituale pagano della fertilità”.

Nella sua critica del 17 ottobre, intitolata Il Sinodo dell’Amazzonia è un segno dei tempi, Farrow afferma che, ai giorni nostri, “anche la fede della Chiesa cattolica è minacciata di scomparire nelle paludi delle nostre culture confuse e decadenti. I nostri tempi sono tempi in cui l’eco-teologia nel bacino amazzonico e le teologie sessuali nelle viscere dell’Europa possono, con una ricrescita ‘liberazionista’, riversare il vangelo di Gesù Cristo nella fogna di Leonardo Boff”.

Il vero pericolo del nostro tempo, ha aggiunto, è “la Grande Apostasia, in via di realizzazione da diversi secoli” e che ora produce l’unione di persone “così potenti” da poter “eleggere Papi” e condurre “affari sporchi nel nome della Chiesa stessa”. Farrow afferma che l’Amazzonia non riguarda un incontro con Gesù Cristo, ma “con sé stessa e con le sue terre”.

Dopo passaggi più lunghi, in cui Farrow concorda con molti aspetti della critica del cardinale Müller al Documento di lavoro del Sinodo dell’Amazzonia, l’autore ammette di voler andare ancora più lontano della critica colta ed educata fatta dal cardinale al Documento. Scrive Farrow: “Il kairos, la cultura dell’incontro, che vengono lodati al Sinodo dell’Amazzonia, sono un kairos ed una cultura bergogliani. La chiesa “chiamata ad essere sempre più sinodale”, a “farsi carne” e a “incarnarsi” nelle culture esistenti, è una chiesa bergogliana. E questa chiesa, per non andare troppo per il sottile, non è la Chiesa cattolica. È una chiesa falsa. È una chiesa auto-divinizzante. È una chiesa anticristica, un sostituto del Verbo fatto carne a cui appartiene realmente e del Quale – come insiste il cardinale Müller – la Chiesa Cattolica deve sempre dare testimonianza se vuole essere la Chiesa”.

Il cardinale Müller ha dichiarato a LifeSiteNews che il commento di Farrow era “molto appropriato”. Il cardinale tedesco ha aggiunto che oggi i leader della Chiesa sembrano non rendersi conto della portata della loro partecipazione al “paganesimo”. “Che stato di cose è questo in cui nemmeno i vescovi si rendono conto quando si attraversa il confine con il vecchio paganesimo?”, ha commentato. Alla luce del paganesimo e dello gnosticismo che in questi tempi rientrano nella Chiesa Cattolica, il Cardinale afferma che i cattolici devono obbedienza incondizionata solo a Dio, quindi, una critica ad un Papa regnante a volte è un atto di carità verso un superiore ecclesiale. Il cardinale Müller ha paragonato questi tempi con l’emergere delle eresie cristiano-gnostiche del II secolo, indicando Sant’Ireneo di Lione come colui che lottò contro queste eresie e non esitò a correggere i Papi del suo tempo.

Alla luce dell’esposizione in questi giorni a Roma di simboli pagani (es. Pachamama), il prelato dice: “La chiara distinzione tra Fede in Dio e paganesimo che fa san Paolo non va aggirata: le persone ‘hanno cambiato la gloria dell’incorruttibile Dio con l’immagine e la figura dell’uomo corruttibile, di uccelli, di quadrupedi e di rettili’… hanno cambiato la verità di Dio con la menzogna e hanno venerato e adorato la creatura al posto del creatore’ (Rm 1,23-25)” Il prelato tedesco mette in guardia contro l’idolatria e la superstizione che sono un peccato contro Dio perché confondono il Creatore con la sua creazione. Müller afferma che “l’adorazione di Dio è la vera teologia della liberazione dalla paura, dallo spavento e dall’insicurezza che ci arrivano dal mondo materiale e dai nostri simili. Ed è solo con l’aiuto del Vangelo e della Grazia di Cristo che una cultura può sviluppare la sua influenza positiva ed essere liberata dal potere del male”. In questo senso, il cardinale Müller ha ricordato le parole dette da San Pietro: “Tu sei Cristo, il Figlio del Dio vivente” e ha affermato che la Rivelazione di Dio non ha bisogno di “emendamenti”, aggiungendo che questi “sarebbero i peggiori inquinamenti ambientali che renderebbero il nostro pianeta inabitabile”. Il cardinale Müller ha concluso con queste penetranti parole: “Se la Parola incarnata, che era in Dio ed è Dio, non dovrebbe più abitare in mezzo a noi e dentro di noi, dove ci sarebbe ancora spazio per noi?”.

  • Nota: posizioni e concetti espressi negli articoli firmati sono di esclusiva responsabilità dei loro autori.
  • ©Riproduzione autorizzata a condizione che venga citata la fonte.
Maike Hickson

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Solve : *
20 ⁄ 10 =