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Importanti giornalisti tedeschi criticano la “liturgia di Gaia” e “l’adorazione della Pachamama” al Sinodo Amazzonico

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18 ottobre 2019 (LifeSiteNews) – Nella sua rubrica del 16 ottobre scorso, Christian Geyer, editorialista del noto quotidiano tedesco Frankfurter Allgemeine Zeitung, ha sollevato le sue preoccupazioni su Roma e il Sinodo dell’Amazzonia. “Cosa sta succedendo in Vaticano?”, si è chiesto, riferendosi in particolare a una pubblica “liturgia di Gaia” che sembra minare la distinzione tra “liturgia e idolatria”.

Il fatto che un quotidiano di portata nazionale sollevi tali domande, dimostra che l’indignazione per gli eventi legati al Sinodo dell’Amazzonia, espressa da molti cattolici sui social media, non rappresenta semplicemente l’opinione eccentrica di alcune persone con una “religiosità fondamentalista”, per utilizzare le parole recenti di padre Antonio Spadaro, SJ.

Geyer parla nella sua rubrica di un “culto alla Madre Terra” e della sua adattabilità a ogni sorta di spiritualità e culto della fertilità “fino a una religione climatica del pianeta che in qualche modo è sacra”. Egli vede che ora “il Vaticano dà alla Madre Terra una piattaforma dignitosa quando, nell’ambito dell’attuale Sinodo dell’Amazzonia a Roma, vengono celebrati rituali che collegano la lettura dei passaggi dell’Antico Testamento ai segni propri dei culti della fertilità”.

“Ciò viene fatto”, continua Geyer, “in modo tale che le forme liturgiche si dissolvano in una liturgia di Gaia, in cui – tradizionalmente parlando – i confini tra il culto a Dio e l’idolatria sembrano confondersi, perdendo almeno il loro distinto significato”.

Nel contesto di questa grave accusa contro gli eventi e le esibizioni in Vaticano di questi giorni, Geyer punta il dito direttamente contro la cerimonia pagana avvenuta il 4 ottobre nei Giardini Vaticani alla presenza di Papa Francesco. Dice Geyer: “Già immediatamente prima del Sinodo, che riguarda la rivalutazione delle narrative indigene allo scopo di favorire la riforma della Chiesa, si è tenuta nei giardini vaticani, alla presenza del Papa, un elogio della creazione e del suolo, riferita a mitologie indigene, condotta comunque senza Cristo come “Dio da Dio ‘(Credo).”

“Cosa sta succedendo in Vaticano?” È la domanda penetrante di Christian Geyer. “Il cristianesimo sotto il Papa gesuita si sta trasformando in un movimento collettivo di una religione mondiale, che traduce l’universalismo (da “cattolico”, cioè, onnicomprensivo) in” planetario “(biosfera)? Non è che qui perde la sua faccia una religione monotesita? ”

Geyer sottolinea inoltre che, da quando la Chiesa ha iniziato a soffermarsi sul gradualismo e sugli “elementi (di verità) che si trovano ovunque”, ha avuto problemi con le nozioni – come “il sincretismo, l’eresia e il paganesimo” – che sarebbero chiaramente in opposizione alla “religio vera” (sant’Agostino). Se la Chiesa non è più in grado di “determinare i confini della menzogna e del peccato”, spiega Geyer, “perché, allora, uno non potrebbe anche essere in grado di rilevare sempre un nocciolo di verità?”

Nel discutere la questione dell’inculturazione il giornalista concorda sul fatto che ci sia sempre stata una qualche forma di inculturazione nelle attività missionarie della Chiesa. Ma, dice, il problema è “se i contenuti cristiani in quanto tali sono tutt’ora trasmessi o se già non sono più riconoscibili nel processo di adattamento culturale”.

Conclude: “Qui sta il punto cruciale che spiega l’incredibile stupore con cui i fedeli leali al credo di Cristo guardano al recente culto vaticano della Madre Terra”.

Geyer non è l’unico importante giornalista tedesco a mostrarsi preoccupato per i recenti sviluppi a Roma. Paul Badde – giornalista della EWTN a Roma, che ha lavorato per oltre trent’anni per grandi giornali tedeschi, prima il Frankfurter Allgemeine Zeitung e poi Die Welt – aveva già fatto un commento l’11 ottobre sulla presenza di simboli pagani a Roma, affermando che c’è molta “frode” in quello che sta succedendo in questi giorni che sta “facendo infuriare molte persone a Roma”.

Riguardo a questa “frode”, Badde menziona l’ “adorazione della Pachamama “, la Madre Terra, la cui ira, secondo l’ormai diffusa” saggezza indigena “, ogni tanto vuole essere placata con l’aiuto di un infanticidio .”Per Badde,” è la vecchia paura dei pagani [‘Heidenangst’ – terrore mortale], che riappare in questa frode, i cui sommi sacerdoti hanno attraversato l’oceano con voli di prima classe”.

Badde evidenzia alcune delle contraddizioni interne a questo culto alla saggezza indigena recentemente rianimato dal Vaticano.

Egli rivela anche che “il terriccio dell’Amazzonia” con cui sabato scorso un piccolo albero è stato piantato con più intenzioni – e alla presenza del Papa – “non proviene dalla minacciata foresta pluviale, ma è stato precedentemente scavato nei Giardini Vaticani”.

“Qualcosa di simile, aggiunge, si può supporre per la “terra amazzonica utilizzata in quella carnevalata dell’8 ottobre nella chiesa di Nostra Signora del Carmelo in Traspontina, con la statua di una donna nuda incinta, con immagini di uccelli, un cesto intrecciato e ogni sorta di paccottiglia pagana. Questo è stato mostrato durante una cerimonia, in cui alla fine una giovane donna è stata trasportata su una canoa attraverso la Chiesa”.

Con questi commenti – simili a quelli espressi da molti semplici fedeli sui social media – sia Paul Badde che Christian Geyer hanno alzato la critica, all’incoraggiamento e al beneplacito dato da papa Francesco agli idoli pagani in Vaticano, al livello di giornali di fama internazionale.

  • Nota: posizioni e concetti espressi negli articoli firmati sono di esclusiva responsabilità dei loro autori.
  • ©Riproduzione autorizzata a condizione che venga citata la fonte.
Maike Hickson

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