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VESCOVO MISSIONARIO IN AMAZZONIA TORNA SULLE GRAVI OMISSIONI DELL’INSTRUMENTUM LABORIS

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Dopo la denuncia del Cardinale venezuelano Jorge Urosa sulla distorta “visione idillica” che l’Instrumentum Laboris del Sinodo per la Regione Panamazzonica fa dei suoi aborigeni, ecco un altro prelato a rincarare la dose di critiche.

Questa volta si tratta di un missionario con una lunga esperienza di quasi 30 anni nella regione, il vescovo emerito di Marajó, lo spagnolo mons. José Luis Azcona Hermoso, che fa una critica molto severa sui peccati che gli indigeni compiono e che vengono silenziati, se non esaltati come accettabili risvolti culturali, dai documenti preparatori dell’imminente Sinodo, il che non è un dettaglio trascurabile ma qualcosa che ha “conseguenze irreparabili per la fede cristiana, per la Chiesa, i sacramenti e l’evangelizzazione”.

Mons. José Luis Azcona si era già manifestato contro i documenti preparatori per la “visione distorta del cosiddetto volto amazzonico”. Questa volta condivide con la agenzia ACI Prensa un suo articolo intitolato “Il peccato degli indigeni nell’Instrumentum Laboris del Sinodo”.

Ne pubblichiamo di seguito una nostra traduzione.

Il peccato degli indigeni nello Strumento di Lavoro per il Sinodo

 

Fra i silenzi dell’Instrumentum Laboris (IL) del Sinodo si trova l’eliminazione del concetto e della realtà del peccato degli indigeni, con conseguenze irreparabili per la fede cristiana, per la Chiesa, i sacramenti e l’evangelizzazione.

Il riduzionismo al pensiero dominante che riflette l’IL in questi punto, giunge a estremi insostenibili. L’indigeno amazzonico è, secondo l’IL, l’uomo nella sua purezza originaria, nato nella selva e in grado di sviluppare la sua innocenza primitiva in modo perfetto, l’uomo chiamato a salvare l’umanità, l’uomo del paradiso, l’uomo prelapsario, l’uomo nuovo, il superuomo (Übermensch).

Questo indigeno sarebbe il prototipo chiamato ad armonizzare la Chiesa e il mondo. Questo destino storico avrebbe un’opportunità unica nella celebrazione del Sinodo a Roma. In questo modo, le religioni pagane sarebbero annunciate, così come anche i loro rituali, celebrazioni, spiriti, conoscenze della natura e cosmovisioni, le saggezze degli antenati, dei gruppi etnici degli ancestrali che interpretano la terra come terra-madre, sempre fedele, integrando e interconnettendo tutto il cosmo.

L’IL difatti nega l’esistenza del peccato originale e le sue conseguenze storiche, in tutte le società, culture e nazioni, secondo quanto insegna ripetute volte il Catechismo della Chiesa Cattolica e tutto il magistero postconciliare.

Tuttavia la verità è questa. La conoscenza di Dio dei popoli indigeni così come quella dei popoli pagani in Romani 1 (Sap 13-14), non li portò all’ubbidienza né alla glorificazione di Dio, nonostante l’abbiano conosciuto per le sue opere, soprattutto per il suo potere (Dynamis) e per la sua eternità.

Legarono la giustizia all’empietà, come tutti i popoli della Terra. Convinti d’essere sapienti mediante la saggezza dei loro anziani, dei loro miti, delle loro cosmovisioni, culture, dominio sugli spiriti, forze occulte o manifeste, si resero stupidi (Rm 1, 22), ed esattamente come i greci e i romani adorarono amuleti, feticci, totem, animali, piante, pietre, spiriti (Rm 1, 23).

In una parola, come tutti gli altri popoli, servirono le creature anziché il Creatore, che è benedetto per tutti i secoli (Rm 1, 25). Perciò, neppure fra gli indigeni sono un’eccezione gli adulteri, i violenti, gli ubriachi, le persone senza misericordia, gli invidiosi, gli infanticidi, i suicidi, i crudeli, le etnie bellicose che storicamente hanno eliminato altre etnie e nazioni indigene, diversi tipi di famiglia completamente aliene al piano di Dio sulla coppia e sulla struttura familiare.

Perché L’IL ignora e non applica agli indigeni amazzonici le parole apostoliche della lettera ai Romani “tutti hanno peccato e sono privi della gloria di Dio”? (Rm 3, 23). Perché dimentica Gesù di Nazareth, il figlio del Dio vivente che dice: “non sono i sani che hanno bisogno del medico, ma i malati (…) Infatti non sono venuto a chiamare i giusti, ma i peccatori”? (Mt 9, 12-13).

Dov’è la misericordia e la compassione di Gesù, l’amico dei peccatori riflessa nella predicazione “Il tempo è compiuto e il regno di Dio è vicino; convertitevi e credete al Vangelo” (Mc 1, 15) completamente dimenticato sia da parte dell’IL che dalle teologie tipo quella denominata India?

E come parlare di libertà, riconoscere e servire la dignità dei popoli indigeni, se non proclamiamo con gioia anche a loro che sono giustificati, salvati gratuitamente dalla grazia (e con loro, le loro culture e nazioni) mediante la Redenzione realizzata in Cristo Gesù (Rm 3, 24), se così lo vogliono?

E Gesù, che Dio ha costituito (unicamente) come vittima di espiazione dei peccati per mezzo della fede, nel suo sangue (Ibid 25), nella quale tutti ed ogni uomo sono perdonati, anche gli indigeni, i loro ancestrali, i pajé, le culture e i popoli.

Di fronte a tutto questo, che senso ha la presenza della cosiddetta Tenda comune a Roma durante il Sinodo, con i suoi incensi, affumicamenti, rituali da villaggio, celebrazioni? È giunta l’ora di abbandonare i capricci dell’arroganza (káujesis) prometeica e assumere l’atteggiamento di Maria, l’unico atteggiamento ecclesiale degno: ‘Eccomi, sono la serva del Signore, avvenga di me quello che hai detto’.

Che si abbia una volta per tutte il coraggio di permettere che risuoni nella nostra mente la parola di Paolo: Che cosa mai possiedi che tu non abbia ricevuto? (1 Cor 4, 7).

Portiamo nel cuore quest’altra parola dello stesso Paolo: Laddove è abbondato il peccato (pure in Amazzonia) ha sovrabbondato la grazia (Rm 5, 20).

Abbiamo il coraggio di entrare una volta per tutte nell’onda onnipotente della Grazia che Dio prepara per l’Amazzonia e per tutta l’umanità.

 

Fonte: ACI Prensa, 26-09-19

  • Nota: posizioni e concetti espressi negli articoli firmati sono di esclusiva responsabilità dei loro autori.
  • ©Riproduzione autorizzata a condizione che venga citata la fonte.
Osservatorio - Sinodo sull'Amazzonia

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