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Card. Sarah: “Se il Sinodo per l’Amazzonia decidesse l’ordinazione dei viri probati, la situazione sarebbe estremamente grave”

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In una intervista esclusiva ad Edward Pentin, pubblicata sul National Catholic Register,  il Card. Sarah spiega le sue preoccupazione sul Sinodo Panamazzonico. Pubblichiamo di seguito la risposta all’ultima domanda nella traduzione di Annarosa Rossetto apparsa sul blog di Sabino Paciolla.

cardinale Sarah

[…] Perché il Sinodo panamazzonico crea così tanta preoccupazione in molte persone, compresi alcuni stimati cardinali? Quali sono le sue preoccupazioni sull’incontro del 6 – 27 ottobre?

Ho sentito dire che alcuni volevano che questo sinodo fosse un laboratorio per la Chiesa universale, che altri dicevano che, dopo questo sinodo, nulla sarebbe più stato come prima. Se questo è vero, questo approccio è disonesto e fuorviante. Questo sinodo ha un obiettivo specifico e locale: l’evangelizzazione dell’Amazzonia.

Temo che alcuni Occidentali confischeranno questa assemblea per portare avanti i loro progetti. Penso in particolare all’ordinazione di uomini sposati, alla creazione di ministeri femminili o alla giurisdizione dei laici. Questi punti riguardano la struttura della Chiesa universale. Non possono essere discussi in un sinodo particolare e locale. L’importanza di questi temi richiede la partecipazione seria e consapevole di tutti i vescovi del mondo. E invece a questo sinodo sono invitati in pochissimi. Approfittare di un sinodo particolare per introdurre questi progetti ideologici sarebbe una manipolazione indegna, un inganno disonesto, un insulto a Dio, che guida la sua Chiesa e le affida il suo piano di salvezza.

Inoltre, sono scioccato e indignato per il fatto che la sofferenza spirituale dei poveri in Amazzonia venga usata come pretesto per sostenere progetti tipici di un cristianesimo borghese e mondano.

Vengo da una chiesa giovane. Conoscevo i missionari che andavano di villaggio in villaggio per sostenere i catechisti. Ho vissuto l’evangelizzazione nella mia carne. So che una chiesa giovane non ha bisogno di sacerdoti sposati. Anzi. Ha bisogno di sacerdoti che le diano la testimonianza della croce vissuta. Il posto di un prete è sulla croce. Quando celebra la Messa, è presso la sorgente di tutta la sua vita, cioè presso la croce.

Il celibato è uno dei modi concreti in cui possiamo vivere questo mistero della croce nelle nostre vite. Il celibato inscrive la croce nella nostra carne. Ecco perché il celibato è intollerabile per il mondo moderno. Il celibato sacerdotale è uno scandalo per il moderno, perché la croce “infatti è stoltezza per quelli cha vanno in perdizione” (1 Corinzi 1:18).

Alcuni Occidentali non possono più sopportare questo scandalo della croce. Penso che sia diventato un insopportabile rimprovero per loro. Arrivano ad odiare il sacerdozio e il celibato.

Credo che vescovi, sacerdoti e fedeli in tutto il mondo debbano sollevarsi per esprimere il loro amore per la croce, il sacerdozio e il celibato. Questi attacchi contro il sacerdozio provengono dai più ricchi. Alcune persone pensano di essere onnipotenti perché finanziano le chiese più povere. Ma non dobbiamo essere intimiditi dal loro potere e denaro.

Un uomo in ginocchio è il più potente del mondo. È un baluardo inespugnabile contro l’ateismo e la follia degli uomini. Un uomo in ginocchio fa tremare l’orgoglio di Satana.  Voi tutti che, agli occhi degli uomini, siete senza potere e senza influenza, ma che sapete rimanere in ginocchio davanti a Dio, non abbiate paura di coloro che vogliono intimidirvi.

Dobbiamo costruire un baluardo di preghiere e sacrifici in modo che nessuna violazione danneggi la bellezza del sacerdozio cattolico. Sono convinto che papa Francesco non permetterà mai una simile distruzione del sacerdozio. Al suo ritorno dalla Giornata Mondiale della Gioventù a Panama il 27 gennaio, ha  detto ai giornalisti, citando Papa Paolo VI: “Preferisco dare la mia vita piuttosto che cambiare la legge del celibato”. Ha aggiunto: “è una frase coraggiosa, in un momento più difficile di questo, ‘68/’70… Personalmente, penso che il celibato sia un dono per la Chiesa. Secondo, io non sono d’accordo di permettere il celibato opzionale, no”.

 

Fonte: Il Blog di Sabino Paciolla, 25-09-19

  • Nota: posizioni e concetti espressi negli articoli firmati sono di esclusiva responsabilità dei loro autori.
  • ©Riproduzione autorizzata a condizione che venga citata la fonte.
Sabino Paciolla

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