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Perché i cattolici devono restare vicini alla Vergine Maria per sopravvivere alla grande apostasia

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Madonna di Fatima

Padre Serafino M. Lanzetta

 

11 settembre 2019 (LifeSiteNews) – “Fu attraverso la Beata Vergine Maria che Gesù è venuto nel mondo, ed è anche attraverso Lei che deve regnare nel mondo”, scrive San Luigi Grignion de Montfort nell’introduzione al suo capolavoro, il Trattato della vera devozione a Maria. Il fatto che Gesù debba regnare per mezzo di Maria, secondo il nostro santo si lega alla presenza e all’azione peculiari della Madonna negli ultimi tempi. San Luigi spiega che:

Per mezzo di Maria ebbe inizio la salvezza del mondo; ancora per mezzo di Maria deve avere il suo compimento. Nella prima venuta di Gesù Cristo, Maria quasi non comparve, perché gli uomini, non ancora sufficientemente istruiti e illuminati riguardo alla persona di suo Figlio, non si allontanassero dalla verità diventando troppo attaccati a lei. […] Ma nella seconda venuta di Gesù Cristo, Maria deve essere conosciuta e rivelata dallo Spirito Santo per conoscere, amare e servire Gesù Cristo per mezzo di Lei. Non esistono più, infatti, i motivi che determinarono lo Spirito Santo a nascondere la sua Sposa mentre Ella viveva quaggiù, e a manifestarla ben poco dopo la prima predicazione del Vangelo (n. 49).

Tra le ragioni fornite da San Luigi per spiegare perché la Madonna debba essere resa nota in questi ultimi tempi, in modo che possiamo essere dotati di una speciale assistenza mariana, vi è la seguente: Specialmente in questi ultimi tempi, Maria deve diventare terribile come un esercito in campo di battaglia per il diavolo e i suoi seguaci; perché il diavolo, ben sapendo che le resta poco tempo, e ora meno che mai, per trarre a rovina le anime, raddoppia ogni giorno i suoi sforzi e i suoi attacchi. Non esiterà a suscitare feroci persecuzioni e a tendere terribili insidie ai servi fedeli e ai veri figli di Maria, che egli vince più difficilmente degli altri (n. 50). 

La Madonna deve essere conosciuta e amata in modo tale che siamo abbracciati da lei per vivere con lei e in lei negli ultimi tempi, senza inganno o scoraggiamento, ma perseverando nella fede. In realtà, questi sono i tempi di una battaglia speciale contro i nemici di Dio, prima di tutto contro quel “Mistero di iniquità” che è il peccato. Il Catechismo, nel descrivere l’ultima prova della Chiesa, insegna chiaramente che “prima della venuta di Cristo, la Chiesa deve passare attraverso una prova finale che scuoterà la fede di molti credenti.

La persecuzione che accompagna il suo pellegrinaggio sulla terra svelerà il ‘Mistero di iniquità’ sotto la forma di una impostura religiosa che offre agli uomini una soluzione apparente ai loro problemi, al prezzo dell’apostasia dalla verità” (CCC n° 675).  Questo inganno potrebbe riguardare principalmente il modo in cui le persone credono senza realmente credere, condotti dalle autorità religiose in una comoda indifferenza.Questi “ultimi tempi” si stanno già presentando ai nostri giorni? Non lo sappiamo. Non è nostra intenzione speculare al riguardo, solo Dio conosce il tempo e il momento. Tuttavia, questo nostro tempo presente mostra molti segni che ci spingono a pensare che sia stata ingaggiata una sorta di battaglia terribile e cruciale.

La battaglia è tra il serpente della Genesi e la Donna che può schiacciargli la testa. Solo la Donna, immacolata e sempre vergine, può vincere la malizia e l’astuzia del serpente e dei suoi alleati.  Bastano pochi esempi per aiutarci a comprendere la portata della battaglia spirituale che deve essere combattuta.

Dio sembra essere assente, anche all’interno della Chiesa. Ciò potrebbe sembrare sorprendente, ma le riflessioni di Benedetto XVI sulle radici teologiche di così numerosi abusi sessuali nella Chiesa, negli ultimi 50 anni, lo hanno messo in evidenza.

Benedetto XVI ha denunciato la radice di questo grande scandalo, un male morale senza precedenti, che risiede nell’oblio di Dio. La responsabilità morale diminuisce e si estingue quando la nostra libertà non è più orientata dall’amore di Dio, dalla sua Parola. “La morte di Dio in una società significa anche la fine della libertà, perché ciò che muore è lo scopo che fornisce la direzione”, ha scritto. Sembra che viviamo in una grande apostasia in cui l’impegno sociale con il mondo ha preso il posto della fede soprannaturale. È irrilevante che alcune questioni di fede riguardanti il ​​matrimonio e la vita familiare siano vere e cattoliche in Polonia, ma non ad esempio in Germania, dove vigono politiche pastorali diverse? Al centro della nostra cura pastorale c’è ora una preoccupazione per la conservazione della foresta pluviale amazzonica, che è considerata un ambiente idilliaco, il modello di ogni vita buona e sana. Ancora più sconcertante è che il territorio dell’Amazzonia venga presentato come un “luogo teologico”, in cui dovremmo conoscere la (nuova) Rivelazione di Dio per vivere la nostra fede in un modo più ecologico. Nessuna importanza viene data a Cristo come Salvatore o al peccato. 

Mentre usiamo ancora la parola “salvezza” per affrontare questi problemi umani, non capiamo più il suo significato soprannaturale – l’unico vero e proprio – che ci dovrebbe interessare: la salvezza della nostra anima dalla dannazione eterna. Se perdiamo la nostra anima, viene persa una delle più grandi opere della creazione di Dio e allora non ha più senso salvare l’ambiente. La creazione è gerarchica e al vertice c’è l’uomo, e l’uomo è per Dio. Un nuovo concetto fuorviante di “dignità della persona” ci ha fatto vedere la validità della persona semplicemente come un soggetto umano e non più come una creatura di Dio elevata dalla grazia. La conseguenza di questo nuovo approccio kantiano è che abbiamo già superato la dignità umana e al suo posto abbiamo messo la dignità della terra.

Tuttavia, secondo i Padri della Chiesa, l’uomo perde la sua dignità umana e originale quando pecca contro Dio. Questo è davvero un tempo impegnativo. È proprio per questo che dobbiamo scoprire la preziosa perla della nostra devozione e consacrazione alla Madonna. Gesù desidera regnare per mezzo di lei. Gesù può regnare solo attraverso di Lei, perché è venuto al mondo attraverso di Lei. Ella è la porta di Dio per questo mondo, la stessa che fa entrare le persone nel Cuore di Cristo. Ella è l’antidoto all’eterna perdizione delle anime. A Fatima, la Madonna ha promesso: “Alla fine il mio Cuore Immacolato trionferà”. Non sappiamo quando questa “fine” verrà o quando sarà rivelata, ma è certo che gli ultimi tempi sono caratterizzati da una presenza particolare di Maria e potrebbero anche coincidere con il promesso trionfo del Cuore Immacolato. Sicuramente “la fine” di Fatima che segna il trionfo di Maria non è la Parusia, la seconda venuta di Nostro Signore, ma il momento del regno di Maria e, attraverso di Lei, di Gesù suo Figlio. A quanti a Lei appartengono verrà data una grazia speciale per sconfiggere il nemico, per scoprire la cattiveria di tutte le minacce alla nostra salvezza.

La Madonna regnerà. Deve regnare. Questo trionfo porterà alla rinascita della nostra fede nella società e nella Chiesa. La Madonna restituirà alla nostra Chiesa il suo inconfondibile ruolo di discepola del Signore e maestra di tutto il popolo, fedele alla sua Parola, alla Tradizione perenne. Noi vorremmo affrettare questo trionfo. Tuttavia, non si tratta di essere trionfalisti, oppure semplicemente di aspettare passivamente una soluzione che il Cielo ci potrà offrire, o, peggio ancora, di confondere l’intervento salvifico di Dio nella storia con il progresso in tutte le aree della vita umana, non ultimo la promozione di uno stile di vita verde.

L’unica strada possibile per partecipare di questo trionfo, che è soprannaturale e non controllato dall’uomo, benché richieda la nostra collaborazione, è quella di appartenere a Maria, diventare sua proprietà, suoi schiavi filiali d’amore. È necessaria la consacrazione a Lei tramite la quale ci arrendiamo a Maria come suoi umili servitori. Dobbiamo sostituire il nostro ego con quello della Madonna per farle possedere il nostro essere, il nostro intelletto e la nostra volontà, il nostro cuore. Il vantaggio di appartenere a Maria è di essere con lei e in lei vittoriosi sul diavolo, sul peccato e sulla morte eterna. Condivideremo la sua fede e ci trasformerà a somiglianza di Gesù. In Cielo la Madonna non ha più la fede, poiché vive nella visione beatifica.

Tuttavia, secondo San Luigi Grignion de Montfort, per concessione speciale di Dio Maria ha conservato la sua fede divina per i suoi fedeli servitori nella Chiesa militante (vedi n. 214). Il suo Cuore Immacolato è il luogo in cui la fede della Chiesa e le sue dottrine sono mantenute al sicuro. Fuori da questo Cuore c’è rovina e inganno, un luogo in cui il diavolo è libero di agire.

“Mio caro fratello,” si domanda san Luigi Grignion, “quando verrà questo tempo felice, questo secolo di Maria, quando non poche anime elette che Ella avrà ottenuto dall’Altissimo,  s’immergeranno nell’abisso del suo cuore e diverranno copie viventi di Maria, per amare e glorificare Gesù Cristo? Questo tempo non giungerà se non quando sarà conosciuta e praticata la devozione che sto insegnando. Ut adveniat regnum tuum, adveniat regnum Mariae: ‘Signore, perché venga il Tuo regno, venga il regno di Maria!’” (n. 217).

Questo “quando”, che tutti siamo sempre ansiosi di sapere, sembra destinato a rimanere senza risposta. Quando avverrà questo trionfo? Quando potremo finalmente vedere una restaurazione della Fede dopo una lunga e insopportabile decadenza? A tutte queste domande si può rispondere solo con un’altra, quella maiuscola, la questione temporale ma vitale sollevata dal nostro San Luigi Grignion: “Quando le anime respireranno Maria come i corpi respirano l’aria?” (Ibid.). Porsi tale domanda è già entrare in questi ultimi tempi e vivere nella speranza di quella promessa mariana.  Allora tutti i nostri “quando” troveranno una risposta.

  • Nota: posizioni e concetti espressi negli articoli firmati sono di esclusiva responsabilità dei loro autori.
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