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Psicosi ambientalista e nuovo socialismo

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Gli incendi degli ultimi giorni scoppiati nella regione amazzonica brasiliana hanno reso palese l’esistenza di una nuova psicosi mondiale: l’ambientalismo. E per porre rimedio a questa malattia, si propone una ricetta altrettanto mondiale: fermare la crescita e lo sviluppo umano.

Da quando il Presidente Bolsonaro ha assunto all’inizio dell’anno la guida del Brasile, è scattata una forte pressione internazionale preoccupata per la deforestazione dell’Amazzonia. In questo periodo in cui ai tropici le piogge sono scarse, gli incendi divampano anche in altri Paesi del bacino amazzonico, ma l’attenzione si concentra sul Brasile non più governato, dopo decadi, dalla sinistra.

Secondo i colpiti dalla summenzionata psicosi, fra i quali molti capi di governo dell’Europa e grossi mass media occidentali, con un notevole codazzo di artisti e sportivi che sproloquiano slogan imparati a memoria su argomenti che non hanno mai studiato seriamente, l’Amazzonia sarebbe il “polmone del mondo” grazie alla sua estensione di vegetazione. Per cui, “deforestarla”, equivarrebbe a una quasi morte per asfissia dell’umanità nell’arco di poco tempo.

Il vertice delle nazioni più industrializzate ha incluso fra le tematiche da discutere la salvaguarda della regione, a richiesta del presidente francese Macron che ha parlato della “nostra Amazzonia”, espressione che ha provocato una immediata reazione del presidente brasiliano che l’ha qualificata di “neo-colonialista”. Le autorità brasiliane manifestano del resto la loro categorica disapprovazione per la cosiddetta “internazionalizzazione” dell’Amazzonia, una tesi costruita su sofismi e allarmi infondati.

Il vicepresidente del gigante sudamericano, il generale Mourão, ha scritto così in un twitter: “L’ #Amazonia brasiliana è al sicuro! Ho vissuto lì e so bene che gli incendi accadono nel periodo di siccità. Farli diventare una crisi, dimenticando le tragedie che il fuoco causa negli Stati Uniti e in Europa, è un atto di malafede da parte di chi non sa che i polmoni del mondo sono gli oceani e non l’Amazzonia”.

Nello stesso senso si era già pronunciato il noto scienziato brasiliano prof. Luiz Carlos Molion*, meteorologo della Università Federale di Alagoas, PhD in Meteorologia e assegnista di ricerca in Idrologia delle Foreste.

In una conferenza in cui confutava le fondamenta scientifiche dell’Enciclica “Laudato Si”, il prof. Molion ha affermato che il clima varia per cause naturali; gli eventi estremi sono sempre accaduti; la CO2 non controlla il clima globale ed è il gas della vita; senza CO2 cesserebbero le piante, gli animali e gli uomini; senza energia, persino quella nucleare, i paesi poveri non uscirebbero dalla povertà. Il rinomato accademico ha concluso che è molto preoccupante che il Papa difenda nell’Enciclica “un governo mondiale per controllare le emissioni di gas”.

La somma di dichiarazioni e di sentenze giudiziarie contro l’estrazione mineraria, così come la moltiplicazione di leggi “ambientaliste” e la sopravalutazione della vita povera dei popoli aborigeni, portano a credere che quello che si promuove è un nuovo clima di accettazione delle idee del comunismo, questa volta sotto abiti verdi.

Il vecchio motto “proletari di tutto il mondo, unitevi!” sembra ora mutarsi in “indios, animali e alberi di tutto il mondo, unitevi!”. Unti contro chi? Ieri contro la borghesia, oggi contro l’umanità che vuole migliori forme di vita. Per impiantare cosa? Ieri il socialismo di Stato; oggi per liquidare lo Stato nazionale verso una forma di vita povera, ugualitaria e tribale sorvegliata da una “governance” mondiale.

* Il Prof. Molion sarà uno degli oratori che in vista del Sinodo parteciperà a Roma il 5 ottobre al convegno “Amazzonia, la posta in gioco” organizzato da Pan-Amazon Synod Watch. Il luogo esatto, i nomi dei relatori e l’ora saranno forniti più avanti. 

  • Nota: ©Riproduzione autorizzata a condizione che venga citata la fonte.
Juan Antonio Montes
nato a Santiago del Cile, è Presidente della Fundación Roma e Direttore di Acción Familia. Fin da giovane si è dedicato alla difesa della Civiltà Cristiana nelle file del movimento Fiducia-TFP (Tradizione, Famiglia e Proprietà). Successivamente si è specializzato nello studio del pensiero e dell'azione del professore brasiliano Plinio Corrêa de Oliveira e per diversi anni è stato uno dei direttori della TFP del suo paese. È autore di diversi libri, incluso Desde la Teología de la Liberación a la Teología ecofeminista (Dalla Teologia della Liberazione alla Teologia ecofemminista ). Gestisce il sito di notizie Credo-Chile e fa commenti radiofonici trasmessi settimanalmente dalle stazioni di tutto il paese.

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