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Il Cardinal Burke afferma che l’Instrumentum laboris del Sinodo sull’Amazzonia è ‘apostata’ e non può entrare a far parte dell’insegnamento della Chiesa

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Traduzione italiana di Chiesa e post Concilio di un articolo di LifeSiteNews in cui apprendiamo il pensiero del Card. Burke sull’Instrumentum laboris del Sinodo per l’Amazzonia 

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Il Cardinal Raymond Burke ha affermato che il documento di lavoro utilizzato per il prossimo sinodo pan-amazzonico organizzato dal Vaticano promosso da Papa Francesco equivale ad un’“apostasia”.

Il cardinale ha pronunciato questo commento nell’intervista diffusa il 13 agosto su YouTube, quando gli è stato chiesto se il documento di lavoro meglio conosciuto come Instrumentum Laboris per il sinodo del 6-27 ottobre potrà diventare un insegnamento definitivo per la Chiesa Cattolica. Il Cardinal Burke ha risposto:

“No. Il documento è apostata. Non può entrare a far parte dell’insegnamento della Chiesa e, se Dio vuole, verrà posto un freno a tutta questa vicenda”.

Queste parole sono state pronunciate nell’intervista di ampio respiro rilasciata a Patrick Coffin, presentatore di un programma cattolico. I principali organizzatori del Sinodo dell’Amazzonia sono stati criticati per aver utilizzato l’evento per esercitare pressioni a favore del diaconato femminile e del matrimonio dei sacerdoti.

Il Cardinale, dibattendo con Coffin in ordine ai politici ed altri personaggi che si allontanano pubblicamente dagli insegnamenti fondamentali della Chiesa, ha dato la definizione dei termini “eresia” e “apostasia”, dichiarando:

“L’eresia è la negazione consapevole e volontaria di una verità della fede. Come nel caso del sacerdote Ario, che negava che Nostro Signore Gesù Cristo fosse una sola Persona dotata di due nature [umana e divina, N.d.T.]. L’eresia si scaglia quindi contro una verità specifica che viene negata da qualcuno, mentre l’apostasia è il rifiuto totale della fede, l’allontanamento definitivo da Cristo e dalle molteplici verità della fede”

In un’altra intervista Burke aveva commentato le affermazioni di alcuni organizzatori del sinodo in cui si propone un alleggerimento del celibato nel sacerdozio per la regione amazzonica, dichiarando che ciò avrebbe gravi ripercussioni sull’intera Chiesa. Nel mese di giugno affermava: “Non è onesto” proporre che la riunione di ottobre “tratti la questione del celibato sacerdotale solamente per quella regione”.

L’anno scorso Papa Francesco ha annunciato che il Sinodo dei Vescovi della Regione Pan-Amazzonica di ottobre si sarebbe riunito a Roma col proposito di individuare “nuovi cammini per l’evangelizzazione del popolo di Dio in quella regione”, specialmente gli indigeni, che sono “spesso dimenticati e privi della prospettiva di un futuro sereno”.

Anche i Cardinali Walter Brandmüller e Gerhard Müller hanno condannato il documento di lavoro per il Sinodo dell’Amazzonia. Anche il Cardinal Walter Brandmüller nella sua critica ha definito il documento “eretico” e un’“apostasia” dalla Divina Rivelazione ed ha esortato la gerarchia cattolica a “respingerlo” con “fermezza e decisione”.

Il Cardinal Gerhard Müller ha denunciato quanto egli definisce la “terminologia ambigua” e il “falso insegnamento” del documento, e ha messo in discussione ciò che egli ha definito “ermeneutica invertita”.

Chiedendo in modo retorico se la Chiesa è stata messa in mano ai vescovi e ai papi per “essere ricostruita” come strumento “con fini secolari”, Müller ha affermato che il testo “presenta un’inversione radicale dall’ermeneutica della teologia cattolica”. Egli ha scritto che l’Instrumentum Laboris, invece di sottolineare gli insegnamenti della Chiesa o di citare la Sacra Scrittura, “gira intorno agli ultimi documenti del Magistero di Papa Francesco, imbellettati da qualche riferimento a Giovanni Paolo II e Benedetto XVI”.

Il teologo brasiliano Leonardo Boff, sacerdote ridotto allo stato laicale considerato da molti il “teologo di riferimento” per il sinodo ed esponente importante della teologia della liberazione, ha affermato di considerare l’elezione di Papa Francesco una “primavera” per la Chiesa cattolica.

Nel suo libro Francesco di Roma e Francesco d’Assisi, Boff si è dichiarato convinto che Papa Francesco incarni la teologia della liberazione per via della sua presunta dedizione ai poveri. Egli ha affermato che l’ordinazione di uomini sposati potrebbe essere un risultato del sinodo. In un’intervista rilasciata a Deutsche Welt, Boff ha attribuito al pontefice il merito di aver iniziato una “rivoluzione” all’interno della Chiesa.

La teologia della liberazione è stata esplicitamente condannata da Giovanni Paolo II nel 1985, giacché cerca di conciliare i precetti marxisti con gli insegnamenti cattolici col presunto fine di aiutare i poveri, specialmente in America Latina.

Nella sua intervista con Coffin, il Cardinal Burke ha dichiarato che i media secolari e alcuni media cattolici “si vantano” di definire Papa Francesco un “rivoluzionario”. Il cardinale ha affermato che l’ufficio papale non è rivoluzionario: la sua funzione primaria è piuttosto quella della “salvaguardia della dottrina della fede e della disciplina della Chiesa affinché esse rimangano il principio e il fondamento dell’unità nella Chiesa”. Ed ha aggiunto: “Se mi dite che il papa è un rivoluzionario, mi devo preoccupare, perché ciò non ha niente a che fare col papato”.

 

Fonte: Chiesa e post-concilio, 16 agosto 2019

  • Nota: posizioni e concetti espressi negli articoli firmati sono di esclusiva responsabilità dei loro autori.
  • ©Riproduzione autorizzata a condizione che venga citata la fonte.
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