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SINODO SULL’AMAZZONIA O CONCILIO VATICANO III?

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Sinodo-da-Amazonia-1

Marcos Luis Garcia

 

Per tutti noi cattolici il panorama nella Santa Chiesa Cattolica, Apostolica e Romana si sta facendo ogni giorno più oscuro. L’offensiva progressista che si sta preparando attraverso il Sinodo dei Vescovi sull’Amazzonia lascia presagire una vera rivoluzione, non solo quanto al modo di intendere la Chiesa, ma anche quanto ai riflessi apocalittici che emana per tutto l’ordine mondiale.  

Il 17 giugno scorso è stato pubblicato l’Instrumentum laboris, che definisce le regole di questo Sinodo. È davvero spaventoso! Più propriamente, potrebbe chiamarsi il Documento Preparatorio del Vaticano III, dato che il Sinodo Pan-Amazzonico sta al Vaticano II come questo sta al Concilio di Trento.

In altre parole, la vera esplosione di cambiamenti pastorali e dottrinali provocata dal Concilio Vaticano II nella Chiesa si ripeterà con la promozione della Chiesa dell’Amazzonia, ma in un contesto molto più grave e radicale. La già impossibile ermeneutica della continuità semplicemente evapora.

Per aiutare a comprendere meglio quanto sto dicendo, dobbiamo riandare al Pontificato di San Pio X, che dedicò la sua vita a combattere il modernismo, un’eresia che, a suo parere, racchiudeva in sé tutte le altre. Dopo San Pio X la lotta al modernismo iniziò a indebolirsi, il che portò al graduale sviluppo di una dottrina che era sempre il modernismo, mascherato però ipocritamente da progressismo.

Allo stesso tempo, un rammollimento sentimentale tolse combattività alle anime cattoliche e inoculò uno spirito pusillanime, cedevole e mieloso, che si andò accentuando sino al Concilio Vaticano II. Una volta sufficientemente rammolliti i fedeli, fu possibile lanciare le “novità” del Vaticano II e, in seguito, il crescente deturpamento dello spirito cattolico e della corrispettiva mentalità. La Teologia della Liberazione conquistò slancio e la sinistra cattolica si rafforzò.

Una parte dei cattolici si scandalizzò del progressismo e lo rifiutò. Al posto della spiritualità tradizionale venne offerto ai fedeli il protestantesimo carismatico dei pentecostali nordamericani. Tale cambiamento nella Chiesa scioccò molti che, deboli nella fede, per mancanza di convinzioni profonde alla fine optarono per le confessioni protestanti.

I pastori non hanno fatto nulla di serio per recuperare le loro pecore, anche perché l’ecumenismo della sinistra cattolica insegna che non è grave cambiare religione. Ed è per questo che, a partire dal Concilio Vaticano II sino ad oggi, il gregge cattolico brasiliano è passato dal 97% a poco più del 50%, nell’indifferenza di gran parte dei pastori. Oltretutto vige pure il divieto di fare “proselitismo”, ovvero apostolato con quanti hanno abbandonato il cattolicesimo.

Al contempo, una immensa parte del clero si è andata deviando sempre più, perdendo la sua sacralità, rispettabilità e santità, e mostrandosi ogni volta più amica degli antichi lupi che hanno sterminato il gregge. Le notizie degli scandali morali commessi da molti chierici riempiono i giornali di molti paesi, il che lascia le pecore ancor più perplesse.

Con profonda tristezza, vediamo l’attuale pontificato contraddistinto da fatti inusitati, comportamenti francamente sconcertanti e, spesso, dichiarazioni in contrasto con la dottrina tradizionale, che seminano nelle anime un dubbio generalizzato su ciò che è la Chiesa Cattolica, quali sono i suoi principi veri ed immutabili, e che fanno domandare: “Cos’è corretto? Cos’è sbagliato?”.

E proprio in mezzo a questo caos religioso viene convocato un Sinodo che praticamente inaugurerà una nuova chiesa, totalmente conformata alla vita tribale degli indios; sarà una novità che si applicherà, come annunciano gli organizzatori, alla Chiesa di tutto il mondo. È l’annuncio di una rivoluzione profonda, che distruggerà totalmente la vera idea di Chiesa nella maggioranza dei cattolici, gettandoli in una crisi di fede mai vista prima.

Se questo piano avrà successo, i cattolici che vi aderiranno di fatto cambieranno religione e l’immenso gregge di Nostro Signore Gesù Cristo si ridurrà a una minoranza. Questa minoranza probabilmente avrà molto da soffrire. Ma sarà sostenuta dalla promessa di Nostro Signore che le porte degli inferi non prevarranno contro la Chiesa, e con Lui vincerà nel Trionfo del Cuore Immacolato di Maria promesso dalla Madonna a Fatima.

Fonte: Instituto Plinio Corrêa de Oliveira, 23-07-19

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