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LifeSiteNews intervista Julio Loredo, editorialista del Pan-Amazon Synod Watch

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Esperto peruviano nella Teologia della liberazione rivela il “piano” dietro al Sinodo sull’Amazzonia

julio-loredo

ROMA, 22 giugno 2019 (LifeSiteNews) – Il prossimo Sinodo dei Vescovi per la Regione Panamazzonica comporta un “piano” volto a “rinnovare” la Chiesa secondo le “versioni più radicali della Teologia della liberazione”, ha affermato un autore peruviano.

Julio Loredo, presidente della sezione italiana Tradizione, Famiglia e Proprietà (TFP) e autore di “Teologia della liberazione, un salvagente di piombo per i poveri” (Cantagalli, 2014), ha affermato che il retroscena “non detto” del Sinodo sull’Amazzonia è qualcosa che è stato preparato da decenni e che mira a “cambiare l’intera Chiesa” d’accordo con “la cosiddetta teologia indigenista e ecologica”.

“Si tratta di un rinnovamento totale della Chiesa da un punto di vista ‘amazzonico’, che altro non  è che il culmine della Teologia della liberazione”, ha detto Loredo a LifeSite venerdì 21 giugno.

Loredo, che lavora come redattore e collaboratore del nuovo sito web “Pan-Amazon Synod Watch” (lanciato da una coalizione internazionale che cerca di combattere tali sforzi), ha osservato che questa visione “è ora proposta da un Papa latinoamericano per tutta la Chiesa”.

“Questo è molto importante”, ha dichiarato, aggiungendo che questa visione “coincide anche con le visioni più estreme dei modernisti e dei progressisti in termini di ecclesiologia”.

Loredo ha fatto presente che il prossimo Sinodo “è stato preparato e gestito da una rete ben organizzata di associazioni e ‘movimenti indigenisti’”, come la REPAM (Rete Panamazzonica).

“Tutti i suoi mentori provengono dalla fila del movimento della Teologia della liberazione”, ha detto.

“Un altro osservazione da fare”, ha aggiunto Loredo, “è che l’enciclica Laudato sì è la base dottrinale del Sinodo”, Questa enciclica, ha aggiunto, “ha parti ispirate alla Teologia della liberazione ecologica, o eco-teologia, e parti basate sui documenti delle Nazioni Unite, come l’Agenda 21 e il Trattato sulla biodiversità“.

“Questi trattati sono vincolanti per tutti quei paesi che li hanno firmati durante il Vertice della Terra a Rio de Janeiro nel 1992″, ha spiegato l’autore peruviano. “Questi documenti sono stati studiati e proposti da ricercatori dell’Internazionale socialista che stavano esplorando nuove vie per il post-socialismo o il post-comunismo. Concetti come ‘sviluppo sostenibile e ‘decrescita’ sono stati lanciati da questi documenti. Quindi, non stiamo parlando solo della Chiesa in Amazzonia”.

Loredo ha detto di essere stato ‘colpito’ dalla misura in cui il Vaticano, attraverso il Sinodo Panamazzonico, stia assumendo “l’agenda neopagana proposta dalle Nazioni Unite in conferenze come il vertice di Rio del 1992 e il vertice di Rio + 20 del 2012”.

“Ho partecipato come giornalista alla conferenza del 1992 e ho studiato approfonditamente queste tematiche”.

Passando al Documento Preparatorio e all’Instrumentum laboris dell’incontro di ottobre, Loredo ha affermato che “la concezione radicale di questi documenti sullo ‘sviluppo sostenibile’” è particolarmente preoccupante.

Altrettanto preoccupante, ha detto, è la completa assenza di qualcosa di negativo sulle tribù amazzoniche, alcune delle quali ha detto “praticano cannibalismo, infanticidio e stregoneria”.

“Per qualcuno come me che ha studiato la Teologia della liberazione e la Teologia Indigena per tanti decenni, molte cose in questi documenti sono perfettamente chiarie”, ha detto Loredo. “Ma per qualcuno che non ha seguito queste correnti potrebbe essere sconcertante o almeno non del tutto comprensibile”.

Ecco la nostra intervista a Julio Loredo.

 

***

 

LIFESITE: Sig. Loredo, chi è responsabile per il lancio del sito “Pan-Amazon Synod Watch”, e che assicurazione può dare ai lettori che troveranno in esso una fonte credibile di informazioni riguardo alle questioni relative al Sinodo di ottobre?

JULIO LOREDO: Il sito è stato creato da una rete internazionale di associazioni conservatrici. Appartiene ufficialmente all’Istituto Plinio Corrêa de Oliveira, che ha sede a San Paolo, in Brasile. Il prof. Corrêa de Oliveira (1908-1995) ha studiato le cosiddette correnti indigeniste all’interno della Chiesa già dall’inizio degli anni ’70. Ma è un sito internazionale che implica non solo le TFP (le Associazioni per la difesa dei valori della Tradizione, Famiglia e Proprietà), ma anche altre realtà conservatrici a livello internazionale.

Contiene articoli di importanti esperti, scienziati, filosofi e professori; pertanto, il materiale che presenta è altamente accademico. Ad esempio, contiene articoli del prof. Evaristo de Miranda, uno dei massimi esperti mondiali in Amazzonia. Il prof. de Miranda è il capo di EMBRAPA, che è responsabile per il monitoraggio satellitare dell’Amazzonia brasiliana. Come forse saprà, il Brasile ha il suo programma spaziale. Il sistema satellitare in Brasile è molto sviluppato. EMBRAPA – Monitoramento per Satélite è l’organo governativo che supervisiona l’Amazzonia e il prof. de Miranda ne è il capo. Ci sono molti suoi articoli, nonché di importanti studiosi di ecologia degli Stati Uniti e di altri paesi. Figure molto autorevoli stanno scrivendo per il sito.

LIFESITE: Questa settimana il Vaticano ha pubblicato l’Instrumentum laboris del Sinodo sull’Amazzonia. Ha attirato l’attenzione dei media, in particolare perché suggerire un rilassamento del celibato sacerdotale per la regione amazzonica. A suo avviso, che cosa dovrebbero sapere i media, il clero cattolico e i fedeli in generale, in merito all’incontro venturo? Dove dovremmo concentrare la nostra attenzione?

JULIO LOREDO: C’è una storia mai raccontata che non ha ottenuto abbastanza attenzione nei media occidentali. Il cardinale Pedro Barreto, vicepresidente della REPAM (Rete Panamazzonica), nei giorni scorsi ha detto molto chiaramente che il piano che intendono realizzare al Sinodo è quello su cui hanno lavorato per quasi 50 anni. Quindi, c’è tutto un piano, un intero schema, dietro al Sinodo, che consiste nell’introduzione della cosiddetta Teologia della liberazione indigenista sviluppatasi negli ultimi 40 o 50 anni. Ora sarebbe il loro tempo di proporla a tutta la Chiesa.

I media europei si concentrano sul celibato del clero e sulla possibile “ordinazione” diaconale delle donne, e giustamente. Questi aspetti sono entrambi molto importanti, ma dietro c’è tutta una storia. Ciò che vogliono, è cambiare l’intera Chiesa secondo le versioni più radicali della Teologia della liberazione – la cosiddetta Teologia Indigenista ed Ecologica.

Noi la seguiamo da molti decenni. Nel 1977, Plinio Corrêa de Oliveira scrisse vi scrisse un libro intitolato “Tribalismo indigeno: ideale comunista-missionario per il Brasile nel ventunesimo secolo”, in cui descrive più o meno ciò che sta accadendo oggi. Tuttavia, questo panorama non era molto presente o ampiamente noto al pubblico europeo. Si trattava più di una situazione latinoamericana, che viene ora proposta da un Papa latinoamericano per tutta la Chiesa, e questo è molto importante. Inoltre coincide con le visioni più estreme dei modernisti e dei progressisti in termini di ecclesiologia.

LIFESITE: Al Sinodo sui Giovani dello scorso anno erano previste alcune questioni controverse (come l’inclusione del linguaggio “LGBT”), ma non la forte enfatizzazione nel documento finale sulla “sinodalità” e l’ecclesiologia. Quali sorprese pensa che potremo avere con il Sinodo sull’Amazzonia?

JULIO LOREDO: Se legge i documenti preparatori del Sinodo, specialmente l’Instrumentum laboris, vedrà che vogliono reinterpretare l’intera Chiesa da una prospettiva “amazzonica”. La chiamano la nuova Chiesa dal “volto amazzonico”. Vogliono reinterpretare l’intera Chiesa, e questo è un punto che ritengo che i media europei non stiano sottolineando abbastanza. Non è semplicemente il problema di rilassare il celibato ecclesiastico o il problema dell’ordinazione delle donne, anche se questo è molto importante.  È un ripensare interamente la Chiesa da un punto di vista “amazzonico”, che altro non è che il culmine della Teologia della liberazione.

Se vi riusciranno, si tratterà della rivoluzione più perniciosa mai accaduta nella storia della Chiesa – se vi riusciranno.

LIFESITE: Alla conferenza stampa del 17 giugno per la presentazione dell’Instrumentum laboris, LifeSite ha chiesto alcuni informazioni agli organizzatori del Sinodo. “Nel leggere il Documento Preparatorio”, abbiamo detto, “abbiamo avuto l’impressione che l’idea non fosse solo quella di aiutare l’Amazzonia, ma anche di dare al resto della Chiesa un volto amazzonico”, un’espressione che Papa Francesco ha usato varie volte. Questo Sinodo avrà implicazioni e ramificazioni per il resto della Chiesa?”. Il Vescovo Fabio Fabene, sottosegretario del Sinodo dei Vescovi, ha risposto insistendo sul fatto che questo Sinodo è dedicato esclusivamente all’Amazzonia. Ma ha aggiunto che ci potrebbero essere ripercussioni “dal punto di vista pastorale anche per la Chiesa, specialmente … nel campo dell’ecologia”.

JULIO LOREDO: Esattamente. Stanno proponendo tutta una serie di idee, come la “conversione all’ecologia integrale”, valide per tutta la Chiesa. Stanno usando il Sinodo Panamazzonico per proporre un nuovo modello di Chiesa.

LIFESITE: Crede che i popoli indigeni vengano sfruttati per realizzare la rivoluzione ecclesiale che lei descrive?

JULIO LOREDO: Questo Sinodo è stato preparato e gestito da una rete ben organizzata di associazioni e movimenti “indigenisti”, come la già citata REPAM. Tutti i suoi mentori provengono dalle fila del movimento della Teologia della liberazione che, in anni più recenti, si è evoluta in questo senso, così come nel senso di una “ecologia integrale”. In questa ricerca, hanno coinvolto alcuni indios amazzonici altamente motivati, come il capo Raoni dei Cayapó. Ma dubito che rappresentino la maggioranza delle popolazioni indigene. Conoscendo abbastanza bene la realtà amazzonica, direi che la stragrande maggioranza vuole integrarsi nella società moderna.

LIFESITE: Un altro passaggio dell’Instrumentum laboris che sta sollevando preoccupazione è il n. 129. Esso asserisce che poiché l’”autorità” in Amazzonia è “a rotazione” sarebbe opportuno “riconsiderare l’idea che l’esercizio della giurisdizione (potere di governo) deve essere collegato in tutti gli ambiti (sacramentale, giudiziario, amministrativo) e in modo permanente al Sacramento dell’Ordine”.

JULIO LOREDO: Come ho detto, vogliono rinnovare l’intera Chiesa da un punto di vista “amazzonico”. Un capitolo del Documento Preparatorio tratta della “dimensione sacramentale” e afferma che i Sacramenti debbano essere reinterpretati sotto questa luce, incluso il Sacramento dell’Ordine. È ovvio che stanno usando il “volto amazzonico” come pretesto per attuare un vecchio schema progressista: confusione riguardo al sacerdozio comune dei fedeli e al sacerdozio sacramentale del clero. Vogliono attenuare, se non distruggere, l’autorità nella Chiesa. La loro è una visione egualitaria della Chiesa e della società.

Detto questo, chiunque sia stato in Amazzonia, sa perfettamente che l’autorità nelle tribù indigene è tutt’altro che “a rotazione”. Le tribù indigene hanno una struttura dittatoriale in cui il potere del capo è solo sovrastato da quello dello stregone.

Un altro punto da sottolineare è che l’enciclica Laudato sì è la base dottrinale del Sinodo. Questa enciclica ha parti ispirate alla Teologia della liberazione ecologica, o Eco-teologia, e parti basate su documenti delle Nazioni Unite, come l’Agenda 21 e il Trattato sulla biodiversità. Questi trattati sono vincolanti per tutti quei paesi che li hanno firmati durante il Vertice della Terra a Rio de Janeiro, nel 1992. Questi documenti sono stati studiati e proposti da ricercatori dell’Internazionale socialista che stavano esplorando nuove vie per il post-socialismo o il post-comunismo. Concetti come “sviluppo sostenibile” e “decrescita” sono stati lanciati da questi documenti. Quindi, non stiamo parlando solo della Chiesa in Amazzonia.

LIFESITE: Negli ultimi anni il Vaticano sembra aver rafforzato la sua cooperazione con le Nazioni Unite.

JULIO LOREDO: Esattamente. Una cosa che mi colpisce dell’enciclica Laudato Sì e del Sinodo Panamazzonico è il modo in cui il Vaticano ha assunto l’agenda neopagana proposta dalle Nazioni Unite in conferenze come il Vertice di Rio del 1992 e il Vertice di Rio + 20 del 2012. Ho partecipato come giornalista alla conferenza del 1992 e ho studiato approfonditamente questi argomenti.

LIFESITE: Cosa crede che le persone troveranno più sorprendente della situazione in Amazzonia in relazione a questo Sinodo, al di là di ciò che abbiamo già discusso?

JULIO LOREDO: Penso che i popoli europei, e in generale gli occidentali, trovino piuttosto scioccante il fatto che il Sinodo stia proponendo le tribù amazzoniche come portatrici di una nuova rivelazione per i nostri tempi che rinnoverà l’intera visione della Chiesa e del cattolicesimo. Definiscono l’Amazzonia un “luogo epifanico”, una “fonte della rivelazione divina” (Instrumentum Laboris, 18, 19). Cosa intendono con questa nuova rivelazione indiana o indigena per il mondo del 21° secolo? È molto preoccupante.

Un’altra cosa che potrebbe scioccare le persone è il fatto di abbracciare un’interpretazione radicale di “sviluppo sostenibile”. Il documento dice che il livello di consumo oggi è ben oltre le capacità della Terra di produrre cibo e materiali. Quindi, dobbiamo ridurre drasticamente il nostro livello di consumo adottando modelli più austeri e più poveri. Ed è qui che entra in gioco il modello tribale; dicono che gli indios possono insegnarci come essere poveri e tuttavia felici. Propongono la dottrina di buen vivir – “buon vivere” (Instrumentum laboris 12,13) – che non è vivere in abbondanza ma in povertà, in perfetta comunione con la natura. E questo è il “buon vivere” che stanno proponendo. Sono contrari all’industrializzazione, non sono solo contro il consumismo ma anche contro il consumo. Dicono che dobbiamo abbassare i nostri livelli di consumo perché la Terra non può sostenerli. Questo è anche molto preoccupante perché significa che vogliono che eliminiamo tutta una serie di vantaggi che la civiltà industriale ha prodotto.

LIFESITE: Quando dici “loro”, chi intende?

JULIO LOREDO: Sia chi nelle Nazioni Unite propone la dottrina dello “sviluppo sostenibile” e chi nella Chiesa la fa propria, che poi è una parte essenziale di ciò che vogliono fare al Sinodo. I documenti proposti per il Sinodo sono abbastanza chiari. Vogliono che gli indios amazzonici siano gli evangelizzatori del mondo.

LIFESITE: Attraverso il “buon vivere” …

JULIO LOREDO: Esatto, e anche questo è molto scioccante. Certamente, come cristiani, siamo chiamati a vivere in maniera austera e modesta e a custodire il dono della creazione che ci è stato affidato dal nostro Padre celeste. Ma se interpretato in modo lineare e portato alle sue ultime conseguenze, questo modo di pensare vorrebbe dire rinunciare a molti vantaggi della società moderna. Si immagini se la gente rinuncerà alle auto, all’elettricità o all’aria condizionata!

LIFESITE: Alla conferenza stampa del 17 giugno, Sandro Magister ha osservato che mentre l’Instrumentum laboris ha delle cose critiche da dire sui Pentecostali o sull’urbanizzazione, delle popolazioni indigene parla solo positivamente, senza affrontare i mali del cannibalismo o dell’infanticidio o altre pratiche pagane che sono ancora presenti in alcune tribù.

JULIO LOREDO: O della stregoneria. Sia il Documento Preparatorio che l’Instrumentum laboris, così come le dichiarazioni di quanti coinvolti col Sinodo, sono intrise di un linguaggio negativo per quanto riguarda l’industrializzazione, o ciò che Papa Francesco chiama “estrattivismo”, cioè l’estrazione di materiale dalla terra; sono pieni di un linguaggio negativo contro l’economia di mercato e la proprietà privata. Ma non hanno nulla di negativo da dire sulle tribù amazzoniche, alcune delle quali praticano il cannibalismo, l’infanticidio e la stregoneria. Le tribù indigene sono presentate come idilliache. Le vere tribù indigene sono molto diverse.

LIFESITE: C’è qualcosa che vorrebbe aggiungere?

JULIO LOREDO: Per qualcuno come me che ha studiato la Teologia della liberazione e la Teologia Indigena per così tanti decenni, tante cose in questi documenti appaiono perfettamente chiare. Ma per qualcuno che non ha seguito queste correnti potrebbe apparire sconcertanti, o almeno non del tutto comprensibili.

Tuttavia, le porte dell’Inferno non prevarranno. Dobbiamo affrontare questa situazione con serenità e speranza, sapendo che Dio a volte permette al suo gregge di essere provato nella Fede in modo che si mostri meritevole. E soprattutto, non dobbiamo mai perdere o diminuire la nostra venerazione per la sede di Pietro.

 

Fonte: LifeSiteNews, 25-06-19

Diane Montagna

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